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Il Cairo - Lo studente dell'università di Bologna è stato fermato appena rientrato in Egitto - Era tornato a casa per trascorrere una breve vacanza con i suoi genitori

Un anno fa l’arresto di Patrick Zaki

di Edoardo Venditti
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Il Cairo – Esattamente un anno fa Patrick Zaki, studente 29enne egiziano dell’università di Bologna, veniva arrestato all’aeroporto del Cairo.


Patrick George Zaki

Patrick Zaki


Era il 7 febbraio scorso e Patrick Zaki era appena atterrato all’aeroporto del Cairo. Voleva tornare nella sua città natale, Mansura, per trascorrere una breve vacanza insieme ai genitori approfittando della pausa accademica. Lo studente, però, non è mai arrivato a casa. Zaki è stato infatti arrestato all’aeroporto.

Il giorno successivo lo studente era Mansura, ma in stato d’arresto. Le accuse mosse contro di lui sono minaccia alla sicurezza nazionale, incitamento a manifestazione illegale, sovversione, diffusione di notizie false e propaganda per il terrorismo. Le accuse si basano su dieci post pubblicati da una pagina Facebook che la magistratura egiziana attribuisce al 29enne, ma che la difesa invece ha fin dal primo momento considerato falsi. Secondo le denunce di attivisti e legali, Patrick Zaki era stato anche torturato durante un interrogatorio.

Il 22 febbraio è stata rinnovata per 15 giorni la custodia cautelare ai danni del ragazzo, e da lì è stato un continuo. Lo scorso 2 febbraio sono stati inflitti a Patrick Zaki altri 45 giorni di carcere.

Oggi sono 365 giorni da quando l’incubo di Patrick Zaki è iniziato. In questo anno si sono moltiplicate a livello internazionale le voci e le iniziative per chiedere la sua scarcerazione. Capofila l’università di Bologna e Amnesty International, che stanno portando avanti una serie di campagne e appelli per riportare Patrick a casa, cui hanno aderito diversi atenei italiani ed europei e molti settori della società civile. La città di Bologna ha inoltre nominato Patrick Zaki suo cittadino onorario, seguita poi da altri comuni italiani. Recentemente è stata lanciata una raccolta firme online per chiedere la concessione della cittadinanza italiana a Patrick Zaki.

Da domani dieci manifesti saranno affissi in numerose città italiane grazie al contest “Free Patrick Zaki, prisoner of conscience”, ideato da Amnesty International Italia.

Edoardo Venditti


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7 febbraio, 2021

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