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Caprarola – Riceviamo e pubblichiamo – Ci sono metafore che hanno la consistenza delle cose e ci sono simboli che esprimono significati così evidenti da deludere chi è abituato alle sottili interpretazioni. E così una bottiglia è una bottiglia, una cena una cena, una salsiccia una salsiccia, e un gruppo di amici un gruppo di amici.
Ma se poi intorno a questa bottiglia, durante questa cena, il gruppo di amici, più o meno esplicitamente, tra una salsiccia e l’altra (in caprolatto “rocchio”), si pone come principio unico e quasi assoluto di immaginare quello che non c’è semplicemente sulla base di quello che c’è, per cui un piatto di pasta aglio e olio diventa un piatto di pasta alle vongole senza vongole, allora tutto assume piacevolmente un significato traslato ma possibile e intorno a quella bottiglia l’unica cosa vera, perché funzionante, sono i giochi di parole, le analogie più azzardate, le considerazioni paradossali, il ribaltamento dei luoghi comuni.
E allora si gioca con il mondo intorno a un tavolo come goliardi avventori di una taverna. Purché l’effetto finale sia sempre la risata. Mai grassa, mai volgare, mai umiliante per qualcuno. Così sono Quelli del Martedì, così era Angelo Pecorelli.
Ricordo che quando iniziai a frequentarli, mi venne spontaneo regalare ad Angelo, la ‘personcina’, un libro di Achille Campanile: mi sembrava in piena linea con lo spirito di quello che scrivevano e mettevano in scena.
Apprezzò, ma come un falegname che riceve in regalo per il compleanno una comune sega. Niente di che, nessun particolare entusiasmo. Poi né io né Angelo facemmo più cenno a quel libro. Anzi, da allora evitai di prestargli altri libri e assunsi sempre di più una posizione di spettatore privilegiato ma passivo. Imparai a fidarmi della sua creatività.
Con questo spirito vedevo le prove, e con questo spirito portavo altri amici agli spettacoli. Godevo di loro, avidamente, in silenzio. Dopo qualche anno però, una riedizione di Hotel Babilonia, scoprii inaspettatamente che una mia foto era stata usata rappresentare un personaggio morto. Il cerchio in un certo senso si era chiuso.
Solo con Quelli del Martedì, solo con Angelo, ti può capitare di fare una parte in uno spettacolo senza mai salire sul palco e recitare, di essere amato, ammazzato, pianto e rimpianto senza accorgertene minimamente. E non dico per una sola volta, ma per ben trentacinque repliche.
Ero diventato la vongola che non c’è. Ma è così. Se hai a che fare con Quelli del Martedì rischi sempre di fare un po’ come la vongola che non c’è.
Era la grande magia di Angelo: una bottiglia è una bottiglia, una salsiccia è una salsiccia, ma tutto intorno c’è un leggero e arguto gioco di parole e dei paradossi del mondo e nessuno sta dove crede di stare e fa quello che pensa di fare.
Manuel Anselmi
Ricercatore Unitelma Sapienza
Articoli: “Angelo era uno di quelli che, solo con la loro presenza, portano il sole…” di Alfonso Antoniozzi – Lutto nel mondo del teatro, è morto Angelo Pecorelli
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