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Politica - Iacopo Melio, consigliere regionale della Toscana: “Siamo persone, non panda. Persone che chiedono stessi diritti e non di specie in via d’estinzione da salvaguardare”

“L’unico ministero per la Disabilità che funziona è quello che non esiste“

di Alessio Bernabucci
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Firenze – “Ministro della Disabilità: figura ad hoc, ‘per noi’, per ribadire l’esistenza di una categoria a parte, e dunque l’esigenza di provvedimenti ‘speciali’ per persone ‘speciali’. Che poverini, i disabili coccolosi, aiutiamoli nel recinto loro, infilandoli in uno scompartimento, sia mai ambissero allo stesso trattamento degli altri cittadini. Perché come gli altri non lo sono, hanno più bisogno e vanno protetti dal mondo (o magari nascosti, istituzionalizzandoli). Certo, come no”.

Con queste parole è intervenuto, con una lettera indirizzata al direttore di Repubblica, Iacopo Melio, consigliere regionale della Toscana per il Partito democratico e fondatore della onlus #vorreiprendereiltreno.

“Per questo un ruolo simile è tanto inutile quanto dannoso, portandoci cento passi indietro sulla strada dell’inclusione, e fa orrore vedere la facilità con la quale viene riproposto facendo leva sul pietismo più populista – ha spiegato Iacopo Melio -. Che poi io una certa strategia la comprendo pure: come diamine fai ad opporti a qualcosa che, sulla carta, dovrebbe semplificare la vita a chi affronta difficoltà oggettive in più? Con che coraggio sostieni che l’essere attenti verso chi fatica ad avere una vita normale, sia qualcosa di tecnicamente sbagliato? Vaglielo a spiegare alle famiglie disperate che devono rifiutare la proposta di aiuto (perché solo tale resta) da chi promette ascolto e servizi senza adottare un metodo socialmente corretto”.

“E perciò ‘contano i fatti, non gli ideali!’ qualcuno mi obietterà – ha proseguito il consigliere regionale della Toscana -. Ma il punto è che gli ideali influenzano la motivazione, la qualità e l’efficacia dei fatti stessi, soprattutto nel lungo periodo. Perché c’è modo e modo di far le cose alla radice, pur condividendo l’obiettivo finale. Il punto è che, con queste scelte scellerate, non si potrà mai raggiungere quella piena accessibilità fisica e culturale che la stessa destra, che ancora stenta a capire cosa sia il welfare, scambiandolo per gentile concessione anziché per diritto e dovere, si auspica quando fa comodo”.


Iacopo Melio

Iacopo Melio


“Quando non si sa dove pescare “punti tenerezza”, il tema disabilità viene estratto con quella rassicurante compassione mista a pietismo (e incapacità) da far sussultare anche un paralitico – ha aggiunto Melio -. E sì, la battuta di black humor me la concedo, in quanto disabile, che di certo non è la cosa più squallida accaduta in queste ore. Anzi, normalizza un approccio che qualcuno, nell’anno della speranza, continua a sporcare di carità retrograda anziché di tutele sociali concrete”.

“Non smetteremo di ripeterlo – ha quindi concluso il fondatore della onlus #vorreiprendereiltreno-.Basterebbe che tutti i ministri tenessero di conto della disabilità quando, nel proprio settore, vengono realizzate nuove manovre, rendendole inclusive per tutti. Basterebbe ricordarsi di ogni diversità, non solo quella fisica, senza indossare guanti bianchi ma uno sguardo aperto e intersezionale, che non appiccichi etichette ma le combatta convintamente al punto da non vederle. Ma soprattutto, basterebbe sfruttare ciò che già esiste e funziona benissimo in un’ottica di uguaglianza: il ministero per le Pari Opportunità, ad esempio, perché di questo stiamo parlando, di persone che chiedono stessi diritti e non di specie in via d’estinzione da salvaguardare. Siamo persone e non dei panda”.

“L’unico ministero per la Disabilità che funziona è quello che non esiste – ha poi scritto Iacopo Melio sul suo profilo Facebook -. Perché la vera inclusione si fa senza etichette e ghettizzazioni compassionevoli, ma per tutti da parte di tutti”.

Alessio Bernabucci


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15 febbraio, 2021

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