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Viterbo - Il deputato di Italia Viva Roberto Giachetti chiede spiegazioni al ministro della giustizia sul caso

“Vietato leggere Marta Cartabia a un detenuto del 41bis di Mammagialla”

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Viterbo – “Vietato leggere Marta Cartabia a un detenuto del 41bis di Mammagialla”.

La notizia è stata riportata dal quotidiano Il Dubbio dopo che il parlamentare di Italia Viva Roberto Giachetti aveva portato la questione all’attenzione del ministro della Giustizia.

Il carcere di Mammagialla

Il carcere di Mammagialla


Secondo quanto si legge nell’articolo l’autorità giudiziaria “ha vietato l’acquisto di un libro a un recluso al 41 bis di Viterbo – con la seguente motivazione: ‘Il possesso del libro metterebbe il detenuto in posizione di privilegio agli occhi degli altri detenuti, aumenterebbe il carisma criminale’. Si tratta di “Un’altra storia inizia qui”, il libro a firma di Marta Cartabia, l’ex presidente della Corte costituzionale, e Adolfo Ceretti, docente di Criminologia, nel quale si confrontano con il magistero del compianto arcivescovo Carlo Maria Martini”.

E la stessa sorte sarebbe toccata anche a un altro testo: il libro di Luigi Manconi e Federica Graziani “Per il tuo bene ti mozzerò la testa”.

“Anche in questo caso – continua Il Dubbio – la richiesta di acquisto è stata respinta in quanto giudicata “non opportuna” dalla direzione del carcere. Puntualmente, la decisione è stata confermata dalla Procura. Due libri, insomma, considerati pericolosissimi in mano a un detenuto al 41 bis”

Roberto Giachetti, informato dallo stesso detenuto, è voluto andare in fondo a questa storia e ne ha parlato anche a Rita Bernardini del Partito Radicale.

Roberto Giachetti, deputato Pd e radicale

Roberto Giachetti, deputato Italia viva e radicale


“Giachetti ha poi presentato una interrogazione parlamentare a risposta scritta – continua il pezzo del Dubbio – per chiedere al ministro della Giustizia di adottare interventi di chiarimento normativo”.

 

Il deputato ritiene che il negare quei libri al detenuto di Viterbo siano “censure ‘arbitrarie’, che violerebbero ben due articoli della Corte costituzionale e anche gli articoli 3 e 21 della Costituzione, come declinati in materia da specifiche pronunce della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione”.


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24 febbraio, 2021

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