Viterbo – (g.f.) – I cestini ci sono, ma non si vedono. Per chi vuole gettare un rifiuto, in alcune zone di Viterbo è un’odissea.
Tralasciando gli sporcaccioni che trovano il modo di liberarsene, a tutti gli altri resta poco da fare, se non portarselo fino a casa.
Eppure l’amministrazione comunale aveva promesso un’invasione di cestini per la spazzatura dentro e fuori le mura. Tanto da valutare un eventuale aggiornamento dello slogan con cui i capoluogo è conosciuto: da Viterbo città dei papi a Viterbo città dei papi e dei cestini per l’immondizia.
Non un cambio urgente. A quanto pare, i cestini ci sono ma non si vedono. Li tengono ben nascosti, forse col timore che possano sciuparsi.
“Cinquecento cestini – ricorda il capogruppo Pd in consiglio comunale Alvaro Ricci – e 1200 compostiere non sono stati posizionati. Sono fermi da mesi, eppure fanno parte dell’appalto ponte per la nettezza urbana”. Fermi, ma dove?
“Giacciono nei magazzini di Viterbo Ambiente – svela Ricci – io mi chiedo se qualcuno sa come mai siano stati acquistati, regolarmente consegnati e lasciati lì”.
Tra l’altro, l’appalto ponte, di cui fanno parte, scade a settembre. “In un attimo ci si arriva…”.
Non vale in questo caso, la regola del dopo santa Rosa. “Non vorrei che il contratto finisca e dei cestini in città non si veda nemmeno l’ombra”.
Resta il dubbio e pure il mistero su come mai ancora giacciano inutilizzati. “Non è che per caso lo svuotamento non faccia parte dell’appalto ponte, ma rappresenti un onere aggiuntivo?”. Una volta messi, pulirli rappresenta un costo. È stato calcolato? A pensar male…
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