Viterbo – (b.b.) – Avrebbe chiesto scusa e quando, mercoledì mattina, gli agenti della polizia hanno bussato alla sua porta per perquisirlo, si sarebbe mostrato da subito collaborativo. Gianni Pucciotti, il 40enne viterbese indagato per minacce aggravate dall’odio razziale contro la senatrice a vita Liliana Segre, avrebbe fornito spontaneamente le password di accesso a tutti i suoi profili social e dispositivi. È quanto riferisce il Corriere della Sera.
Liliana Segre vaccinata
Stando alle indagini portate avanti dalla Digos e dalla polizia postale di Milano, da quei dispositivi, nelle settimane scorse, il 40enne, ex panettiere, avrebbe pubblicato insulti e minacce contro la senatrice a vita Liliana Segre, sotto la foto che la ritrae all’ospedale Fatebenefratelli mentre riceve la sua dose di vaccino anti-Covid, lo scorso 18 febbraio. Per questo ora Pucciotti risulta indagato assieme a un 75enne di Prato, residente da anni in Sardegna. Come pubblicato ieri dal Corriere della Sera, si tratterebbe di un ex operaio tessile, Giovanni Gaetano Tordini. Gli screenshot con i loro commenti di odio avevano fatto il giro del web.
Le perquisizioni e i sequestri a carico dei due sono scattati mercoledì mattina su disposizione del capo del pool antiterrorismo di Milano, Alberto Nobili. Al 75enne sarebbero stati sequestrati un notebook, un pc portatile e uno smartphone. Al viterbese tre cellulari e un tablet. A detta degli investigatori, Pucciotti si sarebbe mostrato da subito collaborativo e avrebbe compreso lo sbaglio commesso, chiedendo scusa agli inquirenti per quella che lui stesso avrebbe definito una “cavolata”. Il commento sotto alla foto pubblicata su Facebook dal governatore della Lombardia Attilio Fontana, ora non c’è più. Sarebbe stato lui stesso a rimuoverlo nelle ore successive.
Tra i messaggi d’odio si leggeva: “Aveva paura di morire la stronza? Non sono riusciti neanche i tedeschi ad ammazzarla. E ora ha paura di morire?”. E ancora: “Ma se tirasse le cianche…quanto si risparmierebbe”.
La risposta della senatrice Segre non è tardata ad arrivare. “Leoni da tastiera? Una gran perdita di tempo non solo nei confronti delle persone che si prendono di mira, ma per se stessi. Ci si fa male a fare delle cattiverie”, è il commento della senatrice. “Parlo in generale ma penso che la vita sia cosi breve – io ho 90 anni e mi sembra ieri che ero una bambina – che passare il poco tempo che si ha a concepire cattiverie sia una perdita di tempo”, conclude.
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