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Viterbo - Enrico Maria Contardo (Mir) pronto a sostenere il sindaco uscente, a patto che non ricandidi le stesse facce

Sì al Marini bis, ma con gente nuova

di Giuseppe Ferlicca
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Enrico Maria Contardo

Enrico Maria Contardo

– Da Marini ai Moderati Italiani in Rivoluzione.

Enrico Maria Contardo, uno dei cinque assessori rimasti fuori dalla giunta dopo l’ultimo rimpasto, non si è perso d’animo, organizzandosi nel movimento di Samorì. Pronto a scendere in campo per le comunali insieme agli ex assessori Sabatini, Bartoletti e Galati e una possibile intesa pure con Chiara Frontini. Con un proprio candidato o appoggiandone un altro, ma mai con i suoi ex colleghi Pdl.

Non dice no a Marini, purché rinnovi pesantemente la sua squadra.

“Siamo pronti – spiega Contardo – a discutere con altri che si presentano per Viterbo. Se ci sono presupposti per un’intesa, nell’ambito del centrodestra, ben venga.

Di sicuro non ci faremo imporre nulla da nessuno. Possiamo appoggiare un candidato con la nostra lista o presentarne uno noi”.

Se Giulio Marini dovesse ripresentarsi? “Se la sua candidatura uscisse da una discussione con noi e altri, se il Pdl avrà la forza di rinnovare le liste, bene.

Ma se si ripresentano con la stessa formazione che ha litigato per due anni di seguito e a causa loro ci siamo finiti in mezzo noi cinque assessori, non siamo ovviamente disponibili.

Anche perché la gente chiede rinnovamento, vuole gente che non stia in consiglio comunale da vent’anni. Non è che devi prendere la pensione da consigliere”.

Da ex assessore comunale alla Cultura, come vede l’eventuale discesa in campo di Filippo Rossi come sindaco?

“Non la vedo male, con lui nessun problema. C’è stata collaborazione in questi due anni per Caffeina. E’ riuscito a fare un miracolo, riempendo il centro storico per due settimane parlando di libri. E’ una persona da sempre impegnata in politica, se vuole candidarsi a sindaco decideranno gli elettori. Non ci vedo nulla di scandaloso”.

Un eventuale appoggio è possibile? “Secondo me è tutto possibile. Basta mettersi attorno a un tavolo e ragionare”.

Alle prossime comunali stavolta il centrodestra rischia di perdere a Viterbo? “Non so. Quello che conta è arrivare al ballottaggio.

A Viterbo vale molto il nome del candidato sindaco e dei consiglieri. Noi non siamo disponibili a recuperare nessuno che si trova nell’attuale consiglio comunale, anche se è un portatore sano di voti. Quando si prendono decisioni come quelle che ci hanno riguardato, poi non si può addebitare a noi di voler spaccare il centrodestra”.

Non vi aspettavate d’essere tagliati fuori. “Penso che Marini sia quello che ha minori colpe in tutta questa vicenda, doveva approvare il bilancio ed è stato costretto a prendere alcune decisione. E’ l’ultimo dei colpevoli, anche se qualche passaggio in questa storia ci ha lasciato l’amaro in bocca. Marini non è mai entrato nel ruolo di coordinatore Pdl, è rimasto coordinatore di Forza Italia, tutelando chi arriva dal suo stesso percorso. Non a caso sono usciti dalla giunta cinque ex An”.

Il Pdl a Viterbo esiste? “Io faccio parte del coordinamento provinciale che non si riunisce più da due anni, non ha discusso più nulla. C’è stata una crisi in comune risolta per via amministrativa, sono stati ignorati i patti politici d’inizio consigliatura. Non mi pare che esista un organismo politico. In questa fase dovrebbe riunirsi”.

Anche per la scelta del candidato sindaco. “Il nome non può uscire dalle segreterie romane del partito, ma dal confronto sul territorio.

Io con Sabatini e Bartoletti sono entrato in un meccanismo di macelleria politica, qualcuno nel Pdl ha approfittato della crisi a palazzo dei Priori per eliminare un po’ di concorrenza e adesso voglio proprio vedere se qualcuno dal partito mi chiama e dopo il trattamento riservatomi, ha il coraggio di dirmi cosa devo fare. A noi non possono venire a chiedere nulla.

Questa esperienza ha rafforzato un percorso tra noi, pure con Galati, seppure è più defilato”.

Pure Chiara Frontini è vicina alle vostre posizioni? “Sta mettendo in piedi l’associazione 2020, ci ho parlato di recente, vedremo se è possibile mettere in piedi con lei un percorso comune. La nostra lista e il nostro programma li abbiamo predisposti”.

Prima delle comunali ci saranno le regionali e le politiche. “A Viterbo presenteremo quattro candidati della Tuscia nel Lazio 2, quattro per il senato e due alle elezioni regionali. Con Berlusconi candidato premier, la nostra lista lo sosterrà. Sicuramente tra i candidati ci saremo io e Bartoletti, per il resto metteremo in campo persone finora al di fuori della politica, nuove.

Questa lista punta a recuperare una parte dei voti persi dal Pdl. Siamo una risposta alla richiesta di rinnovamento che il Pdl non riuscirà a mettere in campo”.

Giuseppe Ferlicca


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22 dicembre, 2012

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