Viterbo – Essere donne impegnate nella vita pubblica significa dover costantemente lottare per dimostrare a priori di essere all’altezza. Quando capita un interlocutore che, più o meno platealmente, senza conoscerti ritiene che devi “dimostrare di saper essere all’altezza del ruolo”, lì senti il maschilismo dritto in faccia, semplicemente perché è evidente che di fronte a un uomo non si sarebbe posto il problema.
Chiara Frontini
Un esame che per un uomo non avviene neanche in caso di conclamata incapacità o inaffidabilità (come hanno dimostrato appuntamenti elettorali recenti…) mentre per le donne è una condizione preliminare, un pregiudizio da sfatare a monte.
Ma non è finita qui: nello sforzo di dimostrare di essere all’altezza, è necessario al contempo contrastare l’idea di essere saccente. Il sessismo è ogni volta che senti frasi del tipo: “È antipatica, è troppo maestrina”. Se fossi stata un uomo, sarei stata preparata e convincente, non credete?
Ogni volta che…”Ora sei sposata e sistemata…”, come se la “sistemazione” fosse un valore in sé, o che si utilizzano riferimenti alla fisicità per offendere o sminuire (“Che voce stridula!” “Che oca!” “Showgirl!” “Guarda com’è vestita”) è la mentalità patriarcale stratificata in secoli di sottomissione che parla. Tanto che molte esponenti politiche rinunciano alla femminilità: far dimenticare di essere donne significa, in questo mondo, essere più credibili. Ogni volta che ci viene il dubbio se nascondere o mostrare la nostra femminilità siamo assoggettate alla mentalità patriarcale. Un insulto rivolto ad una donna non è mai connesso alle sue competenze (inetta, incapace, anche stronza, se vogliamo) ma sempre alla sua vita personale, al fisico, alla sessualità.
Cogliamo l’opportunità della giornata internazionale della donna per parlare di emancipazione femminile, di parità salariale, di come non esistano lavori “da uomini” o “da donne”, di un modello di famiglia senza mansioni canonicamente preassegnate ad un coniuge o all’altro, di come trasmettere ai cittadini di oggi e di domani la necessità di guardare un essere umano per quello che è, per quello che merita, per cosa sa fare, abbandonando una volta per tutte le lenti del pregiudizio di genere: solo allora non ci sarà più bisogno di quote rosa e giornate dedicate, e potremo dire di essere finalmente approdati nella modernità.
Chiara Frontini
Articoli: Bufalini (FI): “L’emergenza sanitaria ha aumentato in maniera esponenziale i rischi per le donne vittime di violenza” – Benedetti e Gregori (Pd): “La pandemia ha reso ancora più evidente il gap di genere”– Odg firmato da Erbetti (M5s): “Ferma condanna a ogni forma di linguaggio sessista e attacco ingiustificato alle donne”
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