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Viterbo - Il consigliere comunale di Forza civica: "L'opposizione ha tutte le capacità per governare la città. No a candidati di bandiera alle prossime elezioni comunali"

Giacomo Barelli: “Quella di Arena è la peggiore amministrazione dal dopoguerra…”

di Daniele Camilli
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Giacomo Barelli

Il consigliere comunale di Forza civica Giacomo Barelli


Viterbo – “Quella di Giovanni Arena, è la peggiore amministrazione dal dopoguerra ad oggi perché abbina l’immobilismo totale con la mancanza di progetti. Con tanto di colpo di grazia dovuto all’incapacità e all’incompetenza nel gestire l’ordinaria amministrazione. Quindi è impossibile aspettarsi che la città possa uscire bene da questa fase emergenziale dovuta al Covid. L’unico obiettivo di Arena è tirare a campare”. Giacomo Barelli, ex assessore alla cultura e al turismo della passata amministrazione Michelini e attuale consigliere comunale d’opposizione a Viterbo per Forza civica, va giù duro nei confronti della giunta Arena, “incapace – secondo Barelli – di gestire anche l’ordinario. Quando si parla della giunta Arena si potrebbe parlare di tutto e di niente. C’è solo il nulla più totale”. Insomma, una specie di dichiarazione di guerra. Da qui alla fine.

Per quanto riguarda poi l’opposizione, in vista del futuro, cioè delle prossime elezioni comunali, l’impegno è quello “di evitare – ha sottolineato Barelli – il più possibile candidati di bandiera, condividendo invece un unico programma”. 


Viterbo - Il centro storico

Viterbo – Il centro storico


Consigliere Barelli, come è stata gestita l’emergenza Covid da parte dell’amministrazione e a quale futuro andrà incontro questa città una volta finita?
“Per quanto riguarda l’emergenza Covid si doveva ribaltare la prospettiva. Bisognava uscire da una logica assistenzialista predisponendo tutto quello che è necessario a una ripartenza migliore una volta che l’emergenza Covid finisce. Sono tanti i guai che caratterizzano questa maggioranza. Uno su tutti, l’assenza di una logica di prospettiva. Di fatto non c’è la capacità di guardare al futuro della città. Quando si uscirà dalla pandemia la città rischia di non essere pronta ad affrontare le sfide per il bilancio. Non si sta utilizzando questa fase per preparare il rilancio economico. Non solo, ma la gestione del Covid è diventata un alibi per la maggioranza. Un alibi per nascondere l’assenza di prospettiva e l’incapacità nell’elaborarne una. Questo è il dramma più grande per la maggioranza”.

Quale sarà, quindi, secondo lei, il futuro della città di Viterbo una volta finita l’emergenza?
“Rispetto al futuro, la mia preoccupazione è che all’uscita di questo tunnel troveremo gravi difficoltà per il rilancio. A fronte, invece, di altri territori che stanno già lavorando. E questo futuro arriverà, prima o poi arriverà. Un treno che non ci possiamo permettere di perdere ma che non ci stiamo preparando a prendere. E questo lo capiremo quando gli altri ripartiranno e noi resteremo fermi al palo”.

E in tutto questo l’opposizione che responsabilità ha?
“Ultimamente, e parlo dell’ultimo bilancio, l’opposizione ha svolto anche un ruolo sostitutivo nei riguardi della maggioranza. Suggerendo e a volte correggendo il tiro di certi provvedimenti. Non da ultimo il museo civico. La proposta dell’assessore Marco De Carolis è di fatto la proposta presentata quale mese fa dall’opposizione e bocciata dalla maggioranza. Poi, l’opposizione è l’opposizione. Può fare, specialmente in questa fase emergenziale, ben poco. Se non dare battaglia. Come è stato fatto su Francigena, Talete, museo civico e altro”. 


Viterbo - Il sindaco Giovanni Arena

Viterbo – Il sindaco Giovanni Arena


Museo civico, Francigena, Talete. Sono state queste le principali questioni che hanno visto l’opposizione di palazzo dei Priori in prima linea e soprattutto unita e coesa. Si prevede un futuro insieme?
“L’opposizione, ognuno con le sue caratteristiche e peculiarità, ha fatto delle importanti battaglie che hanno un denominatore comune. Quello di avere chiaro che questa maggioranza ha una grande mancanza di programma politico e un deficit di competenza che la rendono incapace di gestire anche l’ordinaria amministrazione. Con quest’ultima, l’ordinaria amministrazione, ossia, ad esempio, la gestione del verde e delle strade, che si trasforma addirittura in emergenza cittadina. Quando un’amministrazione, oltre a non avere un progetto e una prospettiva politica, trasforma l’ordinario in straordinario, questo è il segno della fine. L’amministrazione di Giovanni Arena è la peggior amministrazione dal dopoguerra ad oggi perché abbina l’immobilismo totale con la mancanza di progetti. Con tanto di colpo di grazia dovuto all’incapacità e all’incompetenza nel gestire l’ordinaria amministrazione. Quindi è impossibile aspettarsi che la città possa uscire bene da questa fase emergenziale dovuta al Covid. L’unico obiettivo di Arena è tirare a campare. E purtroppo, soprattutto adesso, questo tirare a campare ha riflessi immediati sull’economia e la società. Ci vorrebbero invece competenze, intraprendenza e capacità politica. Nel 2023, a meno che non ci sia qualcuno di buon senso che stacchi la spina, ma ci credo poco, perché nessuno vuole rinunciare, troveremo una situazione difficile se non addirittura irreversibile. Infine, l’attuale amministrazione è appesa ad alcuni progetti, come per la torre civica e i portici di piazza del comune, che provengono dal passato. Con il demerito di saperli nemmeno portare avanti”.

Stare a galla significa anche accontentarsi e chi s’accontenta gode e va avanti, in attesa dei soldi del Recovery plan…
“Intanto, qui gli unici che godono sono la giunta e gli assessori che prendono l’indennità. Non godono certo i cittadini. La situazione dovuta alla pandemia è gravissima e questi non hanno né le capacità né le competenze per dare delle risposte. Per quanto riguarda poi il Recovery plan, qui a Viterbo non si è in gradi di gestire il quotidiano, figuriamoci il resto. Gli ultimi fondi europei arrivati a Viterbo sono quelli del Plus. Portati dal sindaco Giulio Marini, ormai anni fa. Posso solo immaginare come verranno gestiti i soldi che arriveranno”.

Come secondo lei?
“Male. Il punto è questo. E quando si gestiscono male le cose, i soldi che arrivano rischiano di non avere alcun impatto sul territorio contribuendo alla sua ripresa. Qui dobbiamo tornare con i piedi per terra e capire se si è in grado di pulire e sistemare qualche strada e di tagliare l’erba. Noi siamo un capoluogo di provincia che dovrebbe esprimere una politica importante e di traino per tutto il territorio. Ma non è così. E questa depressione del capoluogo porta con sé buona parte del territorio. Poi la conseguenza è questa”.


Giacomo Barelli

Il consigliere comunale Giacomo Barelli


Tornando invece all’opposizione di palazzo dei Priori di cui lei fa parte. Ultimamente, come si diceva, sono state diverse le prese di posizione condivise. E’ previsto un futuro insieme anche in vista delle prossime elezioni comunali che si dovrebbero tenere a Viterbo tra un paio d’anni?
“Per quanto riguarda il futuro ‘insieme’ dell’opposizione attuale, va detta innanzitutto una cosa. L’opposizione ha fatto una grande lavoro. Ha messo in difficoltà la maggioranza su tantissime cose, andandosi addirittura a sostituire su alcune questioni durante l’ultimo bilancio. Dopodiché, cos’è l’opposizione? Per opposizione intendo tutti quelli capaci di dare una visione alternativa del tirare al campare. E la differenza oggi, quella più evidente, tra maggioranza e opposizione è questa. Da una parte c’è chi, come Arena e company, vuole tirare a campare e sta lì da almeno 40 anni. E chi invece pensa che la politica sia fatta di progetti. Tutti quelli che pensano che la politica non sia quella del tirare a campare di Arena, devono essere in grado di fornire ai cittadini un’alternativa credibile per rilanciare la città”. 

E qual’è la visione alternativa che propone l’opposizione?
“E’ tutta da costruire e si questo si misurerà la capacità dell’opposizione. Che cosa vogliamo costruire sulle macerie di Arena? Se siamo in grado, mantenendo le specificità, di costruire un dialogo e di formulare insieme una proposta alternativa credo che insieme saremo capaci di ambire a governare bene questa città”.

E se invece succede il contrario?
“Se accede il contrario, verrà favorito nuovamente un centrodestra che, unito, ha un elettorato importante. Poi quello che accadrà non lo so. So solo che nell’opposizione ci sono capacità, uomini e donne per governare la città. Il re oggi è nudo, l’amministrazione Arena ha fallito e l’opposizione è stata brava a dimostrarlo e svestire il re. Ora l’opposizione deve essere capace di lavorare, unita, in vista del futuro”. 

Se si andasse a votare domani, chi sarebbe il suo candidato sindaco?
“Intanto non immagino un candidato sindaco di bandiera da parte di nessuno. Immagino invece un candidato sindaco meno importante del lavoro della coalizione. Spesso si è dato ad intendere ai cittadini che il candidato sindaco sia l’uovo di Colombo per risolvere tutti i problemi. In realtà non è così. In passato è pieno di candidati sindaci sbagliati. Pensiamo solo ad Arena che non lo volevano nemmeno i suoi. Da parte mia, in vista delle prossime elezioni comunali a Viterbo, mi impegnerò in tutti i modi affinché ci siano meno candidati di bandiera possibili, ma una maggiore condivisione e coesione su un unico programma. Il problema non è il candidato sindaco, ma la squadra. Il mio candidato sindaco sarà quello che riuscirà a mettere insieme la squadra migliore”.

Una risposta democristiana…
“Sì, me ne rendo conto. Ma la realtà è questa”.


Viterbo - Consiglio comunale - L'opposizione

Viterbo – Consiglio comunale – L’opposizione


Le fontane sono messe male, le porte pure, il centro storico in generale pure. Quanto conta oggi a Viterbo il patrimonio storico e quanto tempo è stato perso in questi anni per valorizzarlo?
“Viterbo è diventata veramente la città delle transenne. Non si sono viste mai tante transenne come in questi ultimi tempi. E questo è il segno di una pronta decadenza cittadina. Una città che si sgretola non solo dal punto di vita sociale ed economico, ma anche materiale ed oggettivo. E’ una città piena di transenne, metafora di Viterbo in questo momento. Una città che viene giù a pezzi. Quanto conta il patrimonio. Il patrimonio è tutto, soprattutto per una città che dovrebbe fare della sua storia il punto cardine delle sue politiche per il turismo e il lavoro. Questa superficialità, testimoniata dalla situazione che riguarda Viterbo, è il segno di una decadenza. E si ha decadenza quando non si dà più importanza al patrimonio. Stiamo scontando, tutti stanno scontando, il nulla totale”.

Non crede però che in tutto questo abbiano delle responsabilità anche le amministrazioni precedenti, compresa l’amministrazione di Leonardo Michelini che ha preceduto quella di Giovanni Arena?
“Certo, tutte le altre amministrazioni, compresa quella di cui sono stato parte come assessore alla cultura e al turismo, hanno delle responsabilità. Ma questa di Arena le supera e le batte tutte”.

Parte del patrimonio cittadino è anche la biblioteca. Che ne pensa della situazione in cui hanno versato per anni i fondi antichi di palazzo Santoro, in locali umidi e dove veniva parcheggiato pure un motorino? L’amministrazione Michelini non se ne era mai resa conto?
“Il commissario Paolo Pelliccia non ha avuto per me grande simpatia quando ero assessore alla cultura. Ma questo non mi impedisce di dire che in questi anni ha fatto un grande lavoro di rilancio delle biblioteche comunale e provinciale. Il problema è che c’è poca sinergia tra biblioteche e altre istituzioni del territorio. Poi, la responsabilità dello stato in cui versava la biblioteca comunale non è solo dell’amministrazione Michelini o Arena. In tal caso la responsabilità è generale. E tutto questo fa parte di una visione della cultura come la cenerentola di tutti i bilanci. Anche sotto l’amministrazione Michelini. Questo perché c’è un approccio alla cultura da parte della politica come a un qualcosa che non genera consensi. Questo vale sia a destra che a sinistra. E questo spiega inoltre le condizioni in cui versava la biblioteca comunale. Fintanto che Pelliccia non ha salvato i testi antichi. Il comune di Viterbo non ha mai fatto investimenti importanti in tal senso. E l’amministrazione Arena, in questo, è simile a tutte le altre”.

 

Daniele Camilli


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9 marzo, 2021

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