Roma – “Il paese deve investire di più in competenze tecnologiche”. Queste le parole di Vittorio Colao, ministro per la Transizione digitale, al suo primo intervento pubblico.
“Gli Istituti tecnici – ha spiegato Vittorio Colao – stanno diventando il pilastro, ci vuole più sostegno ai dottorati e alla ricerca alta. non ci sarà una vera transizione digitale, e probabilmente anche quella ecologica, se non leghiamo tutto alla questione giovanile, se non investiamo sui giovani”.
Vittorio Colao
“Si investe in tecnologia – ha proseguito Colao – perché vogliamo che nel 2030 le opportunità, l’inclusione e anche la qualità di vita in tutti gli aspetti, sia quella che la tecnologia permette se introdotta in maniera inclusiva e con obiettivo di pienezza della cittadinanza e della vita. Io sono chiamato ministro tecnico, in tutta la mia vita ho avuto come riferimento il mercato, gli azionisti, ora il mio riferimento non possono che essere i giovani. Il mio datore di lavoro, al di là del presidente Draghi, è la generazione che al 2030 dovrà vedere i benefici delle cose che noi facciamo”.
“Con questa pandemia – ha continuato il ministro della transizione digitale – abbiamo tutti imparato a lavorare online ma c’è il rischio che questo allarghi alcune distanze invece che chiuderle: quando si dice che in alcune aree del Paese ci sono il 90% di scuole connesse e in altre 60% può sembrare una piccola differenza ma invece vuol dire che in alcune aree escludiamo uno studente su 4 e in altre 1 su 10, è quattro volte di più, è inaccettabile, crea uno svantaggio di vita terribile. Non possiamo permetterci anni di ritardo sulla banda ultralarga”.
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