– A Villa Buon Respiro tutto tace. Dalla regione nessun segnale e per il 31 dicembre resta confermata la chiusura.
Per i 300 pazienti si profilano feste da brivido. Tutti fuori, se ne dovrà fare carico la Asl, mentre per i lavoratori sarà un Natale in bianco, più che un bianco Natale. Devono ancora percepire la mensilità di novembre, con lo spettro di trovarsi in mezzo a una strada.
Finora parole molte, soldi dovuti alla proprietà per gli accreditamenti, pochi, anzi niente. Eppure il commissario regionale alla sanità Bondi pare che abbia garantito venti milioni per le diverse strutture del gruppo cui fa capo anche Villa Buon Respiro.
“Sembra che questa cifra – osserva Egidio Gubbiotto della Confael – sarà sbloccata entro il 31 dicembre. Lo ha detto, ma un conto è dirlo e un conto è farlo. Anche perché qualcuno dello stanziamento dovrebbe saperlo.
Invece il sindaco di Viterbo non ne sa nulla, il prefetto di Viterbo nemmeno e così quello di Roma e non sa nulla nemmeno l’amministratore delegato del San Raffaele. Abbiamo tutti qualche perplessità”.
Nessuna certezza sui soldi uguale nessun futuro per la struttura, come ha rimarcato il presidente del gruppo Carlo Trivelli, scrivendo ai prefetti di Latina, Viterbo, Frosinone, Roma e al commissario Bondi. Il 31 dicembre si chiude.
“Sono rimasto in attesa di una soluzione per i mancati pagamenti da parte della regione delle prestazioni fornite negli ultimi tre anni – si legge nel telegramma – il commissario non ha ritenuto di comunicare nulla. Pur sconcertati di fronte all’irresponsabilità di tale atteggiamento, confermiamo la cessazione delle attività nelle nostre tredici strutture nel Lazio, alle quali dal 31 dicembre verranno a mancare pure le forniture di medicinali.
Si invitano i prefetti, dal 31 dicembre a garantire le forniture di beni e servizi indispensabili per la prosecuzione delle attività sanitarie e attivare le procedure di legge per la presa in carico dei pazienti”.
Compresi quelli di Villa Buon Respiro, che qualcosa da recriminare ce l’hanno pure con la Asl di Viterbo.
Venuti meno gli impegni presi, i lavoratori sono pronti alle barricate, come preannuncia Gubbiotto. “L’emergenza Villa Buon Respiro non può entrare nel calderone della sanità viterbese. La priorità assoluta deve essere questa struttura ormai allo stremo, non permetteremo dimissioni degli ospiti, faremo le barricate. Ci sono cittadini bisognosi d’assistenza che solo Villa Buon Respiro può dare”.
Si preannuncia una vigilia di Natale infuocata. Oggi, infatti, si terrà un’assemblea dalle 12 alle 14. I lavoratori sono pronti a incatenarsi all’ingresso e se non succederà nulla, la protesta si sposterà da Villa Buon Respiro al centro di Viterbo.
Nella struttura ricevono prestazioni circa trecento utenti (alcuni istituzionalizzati da trent’anni non hanno più una famiglia). E’ strutturata in una villa del 1700 e altri edifici, compresi appartamenti e alloggi a Viterbo. Vi operano 182 tra medici, terapisti e varie altre figure professionali, le cui attività prevalentemente sono mirate all’autonomia personale, abitativa e sociale.
Opera da trent’anni, ma dopo un’ispezione lo scorso mese di luglio la Asl dichiara Villa Buon Respiro non in possesso dei requisiti previsti per lo svolgimento dell’attività, quindi la regione avvia le procedure per la sospensione dell’autorizzazione e diniego dell’accreditamento.
Investendo un milione di euro l’azienda ha sopperito alle carenze e la Asl ha espresso parere favorevole sul possesso dei requisiti richiesti. Tuttavia da Roma hanno continuato a chiedere chiarimenti. A tutto questo si è aggiunto il credito vantato dall’azienda nei confronti della regione.
Giuseppe Ferlicca
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