![]() Alessandro Dinelli |
– Alessandro Dinelli candidato per le primarie alla Regione del 30 dicembre.
Potranno votare tutti i cittadini iscritti all’albo degli elettori del centrosinistra che si sono registrati alle primarie per la scelta del candidato premier e tutti gli scritti al Pd del 2011 che rinnovino la tessera fino al momento del voto.
Sarà possibile votare dalle 8 alle 21 di domenica 30 dicembre. Pubblichiamo una breve intervista di presentazione del candidato.
Per quale motivo ha deciso di candidarsi?
“In questi anni ho avuto la fortuna di conoscere e soprattutto scoprire la Tuscia. E’ stato un viaggio appassionante, che mi ha arricchito. Questa è una terra che ha bisogno di credere in sé stessa, che può farcela. E io sono uno di quelli che ci crede. Credo fermamente a una politica che sia innanzitutto cura e passione, dedizione quotidiana, amore per una storia e quindi per una terra.
Dimensione collettiva e non personalismo. Io parto da qui. Questo è il senso più vero di questa sfida. Ho impressa una frase di Fabrizio De André che più o meno recitava “ho poche idee, ma in compenso fisse” e sappiamo quali fossero, a partire dalla vicinanza agli “ultimi” e quelli più indifesi. Ecco la mia candidatura nasce dalla condivisione di alcune idee di fondo e abbastanza fisse. La difesa dei diritti della persona, la visione di area vasta che ho di questa provincia, di un sistema che si affranca da alcuni localismi di troppo per trovare una sua identità superiore in nome del concetto di qualità”.
Quali sono le questioni del territorio che affronterà in Regione?
“Lavoro, ambiente e sanità prima di tutte. Sono queste le emergenza che abbiamo di fronte. Sono le tre coordinate entro le quali ricostruire un progetto ed un’idea di società. Un progetto che definirei di nuova universalità dei diritti. L’esperienza della Polverini ha accentuato le disparità, ha colpito i più deboli. Si è accanita sul nostro sistema sanitario, affermando il principio che non siamo tutti uguali, che chi abita in un territorio già marginale è un cittadino di serie b e si deve arrangiare.
Lo stesso vale per lavoro e cura del territorio. Nulla si è fatto per tamponare l’emergenza occupazionale del distretto ceramico. Nulla si è fatto per investire sul nostro patrimonio ambientale e storico. Le imprese sono state abbandonate al loro destino e il ritardo vergognoso nei pagamenti ha portato sul’orlo del fallimento molte nostre realtà produttive. E’ accettabile l’idea che si possa chiudere perché si è lavorato per un ente pubblico? Su questo bisogna intervenire subito.
Bisogna ripartire dalle nostre vocazioni e dalla nostra identità. La parola chiave attorno a cui annodare tutti i fili credo debba essere ambiente. Perché produrre energia pulita significa creare opportunità di lavoro, perché un’agricoltura che si diversifica e punta sulla qualità moltiplica le chances e compete, perché riattivare i finanziamenti su via Francigena, attrattore culturale degli Etruschi, solo per fare due esempi, significa creare le condizioni per un’offerta turistica più forte e competitiva.
La green economy non è uno slogan, soprattutto in questa provincia. Poi c’è la piaga delle eterne infrastrutture incompiute e di quelle che portano la maglia nera dell’inefficienza. Completamento Orte–Civitavecchia e miglioramento dei collegamenti ferroviari, Viterbo-Roma su tutte, devono essere una priorità. Senza una mobilità funzionale, sostenibile e all’avanguardia è inutile parlare di sviluppo”.
Come valuta queste primarie e il fatto che siano state organizzate in così poco tempo?
“Credo che le primarie siano un tonico formidabile. Uno strumento ormai imprescindibile. Mi sono speso per farle e la nostra federazione ha dimostrato grande coraggio e lungimiranza nel momento in cui ha deciso di estenderle anche alla sfida delle regionali. Per questo ringrazio tutti le iscritte e gli iscritti che le hanno proposte e caldeggiate.
I circoli ed il gruppo dirigente. Tutte le donne e tutti gli uomini che consentiranno fattivamente il loro svolgimento, assicurando impegno e presenza in questi giorni. E’ questo il nostro patrimonio più prezioso.
Le primarie hanno acceso nuovo entusiasmo e coinvolgimento. Nonostante i tempi ristretti ci consentiranno di rompere il vergognoso corto circuito del porcellum, con tutto il suo portato di nominati e non rappresentanti”.
Faccia un appello agli elettori affinché la votino.
“Più che un appello, proverò a fare una proposta. Una proposta di idee e contenuti. Chiederò il sostegno partendo da qui. Mi impegnerò affinché questi quattro giorni non si riducano a tanti spot promozionali solo sulle persone. Nuova centralità della politica e delle nostra provincia credo siano sinonimo di nuova centralità delle idee.
La credibilità delle istituzioni e della politica dovrebbe ripartire da qui. Dalla sua capacità di essere pensiero operante, che trasforma il presente ed aiuta le nuove generazioni ad essere nuove e non dimenticate”.
Alessandro Dinelli è nato il 28 agosto del 1979 a Tarquinia. E’ laureato in Scienze politiche all’università degli studi “La Sapienza”. Ha ricoperto il ruolo di presidente del consiglio comunale di Tarquinia ed è attualmente il vicesegretario provinciale del Pd. Ha maturato un’importante esperienza lavorativa alla Regione Lazio come responsabile della segreteria di un importante assessorato e in seno al gruppo Pd al consiglio regionale.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY