Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Roma - Si fermano in 40mila per chiedere "rispetto del lavoro e dignità dei lavoratori"

Al via lo sciopero di Amazon, pacchi fermi per 24 ore

Condividi la notizia:

Roma – Pacchi e spedizioni fermi per 24 ore in Italia, al via il primo sciopero nazionale di Amazon, il colosso statunitense della vendita online. 


Sciopero nazionale Amazon

Sciopero nazionale Amazon


“Per un giorno ci vogliamo fermare, ci dobbiamo fermare. È una questione di rispetto del lavoro, di dignità dei lavoratori, di sicurezza per loro e per voi. Per questo, per vincere questa battaglia di giustizia e di civiltà, abbiamo bisogno della solidarietà di tutte le clienti e di tutti i clienti di Amazon”. A firmare l’appello circa 40mila lavoratori di Amazon, tra driver, addetti agli hub e ai magazzini, che dalla mattina di lunedì 22 marzo e per 24 ore non lavoreranno per assicurare la consegna dei pacchi a causa del primo sciopero nazionale nel colosso delle consegne.

Lo sciopero nazionale è stato proclamato da chi aderisce alla Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti per protestare contro la rottura delle trattative a livello nazionale sul rinnovo del contratto di secondo livello. Le organizzazioni dei lavoratori chiedono all’azienda una verifica dei carichi e dei ritmi di lavoro imposti nella filiera, il corretto inquadramento professionale del personale, riduzione dell’orario di lavoro dei driver all’indennità Covid per operatività in costanza di pandemia. 

“Scioperano – scrivono i sindacati ai consumatori – le persone che, mai come in questo ultimo anno, ci hanno permesso di ricevere nelle nostre case ogni tipologia di merce in piena comodità. Quelli e quelle che consegnano i pacchi, quelli e quelle che ancora prima lo preparano per la spedizione: circa 40 mila lavoratori e lavoratrici che non si fermano mai. Quelli e quelle che, insieme a voi, hanno consentito il boom di ordini e conseguentemente portato alle stelle i profitti di Amazon, e quindi di fatturato, di tutto il sistema dell’e-commerce”.

E se i driver che consegnano materialmente la merce “arrivano a fare anche 44 ore di lavoro settimanale e molto spesso per l’intero mese” arrivando a consegnare anche 180-200 pacchi al giorno, dentro i magazzini non andrebbe meglio. “Si lavora 8 ore e mezza con una pausa pranzo di mezz’ora, ma nessuna verifica dei turni di lavoro, nemmeno nei magazzini di smistamento. Nessuna contrattazione, nessun confronto con le organizzazioni di rappresentanza sui ritmi di lavoro imposti e per il riconoscimento dei diritti sindacali. Nessuna clausola sociale né continuità occupazionale, per i driver, in caso di cambio fornitore. Nessuna indennità contrattata per Covid-19, in costanza di pandemia”, conclude l’appello.

Alle critiche dei sindacati Amazon risponde con una nota, rivendicando il proprio impegno per “salari competitivi, benefit e ottime opportunità di crescita professionale”. L’azienda ricorda di essere stata certificata Top Employer per “la qualità dell’ambiente di lavoro, le opportunità di formazione e i piani di carriera offerti ai dipendenti in Italia”.


Condividi la notizia:
22 marzo, 2021

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/congratulazioni-per-questo-meraviglioso-traguardo-raggiunto/