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Viterbo - Roberto Talotta scrive al presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti

“Necessarie nuove norme per i malati terminali in tempi di Covid”

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Roberto Talotta

Roberto Talotta

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Roberto Talotta al presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti – Credo sia giunto il momento di sostenere a gran voce una necessità sempre più invocata da molte persone che vivono la dolorosa esperienza in veste di “malati terminali”, ricoverati nelle strutture sanitarie a loro dedicate, gli Hospice.

Il diritto che viene sollecitato anche dai parenti di questi infermi, è il “diritto a morire con dignità”, una dignità che ai tempi della Covid-19 sembra del tutto ignorata e vilipesa.

Infatti, nonostante l’appello di diverse associazioni per porre la dovuta attenzione a questo rispetto morale ed etico, niente è cambiato negli ospedali, nelle case di riposo, nelle Rsa e, come già detto, perfino negli Hospice dove persiste la preclusione alla visita dei pazienti ricoverati; tale stato di cose determina una situazione inconcepibile e disumana che, addirittura, nega a bambini disabili, pazienti anziani e malati terminali, il conforto di una persona cara in un momento di grande fragilità psico-fisica.

Allo stato attuale, per questi degenti, non sono da sottovalutarsi gli effetti dell’isolamento e della perdita di contatto con l’esterno, quali aberranti limitazioni che producono conseguenze psicologiche molto gravi, oltre alla condizione di solitudine che li stacca completamente dal contesto familiare, da quei congiunti che, tra l’altro, spesso sono costretti ad attendere invano la telefonata del personale preposto all’assistenza per ricevere notizie sullo stato di salute dei propri cari.

Disposizioni così perentorie per via dell’epidemia Covid che, di fatto, privano i malati terminali della presenza di conoscenti e amici proprio negli ultimi giorni della loro vita, andrebbero riviste e adeguate nel pieno rispetto dei sentimenti umani.

Se è stata ovvia l’adozione di rigide misure di sicurezza di fronte alla prima ondata pandemica con l’interdizione all’ingresso delle persone nei luoghi di cura, ora, con l’acquisizione di maggiori conoscenze sul virus Sars Cov-2, la somministrazione di efficaci protocolli terapeutici e la disponibilità dei “dispositivi di protezione individuale”, si ravvisa la necessità di modificare le politiche di accesso dei visitatori nelle strutture sanitarie e, a maggior ragione, negli hospice, consentendo, finalmente, un approccio diretto con i familiari dei ricoverati, tanto da salvaguardare gli aspetti più intimi ed umani che restano la parte più valida e delicata per affrontare serenamente e dignitosamente il decorso della malattia in tutti i suoi esiti.

Roberto Talotta
A nome dei tanti cittadini che vivono la sofferta condizione richiamata nella presente


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23 marzo, 2021

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