![]() Enrico Panunzi |
– Enrico Panunzi candidato per le primarie del Pd alla Regione del 30 dicembre.
Potranno votare tutti i cittadini iscritti all’albo degli elettori del centrosinistra che si sono registrati alle primarie per la scelta del candidato premier e tutti gli scritti al Pd del 2011 che rinnovino la tessera fino al momento del voto.
Sarà possibile votare dalle 8 alle 21 di domenica 30 dicembre. Pubblichiamo una breve intervista di presentazione del candidato.
Per quale motivo ha deciso di candidarsi?
“Le motivazioni sono le stesse del 2010, anzi si sono rafforzate vista la crisi attuale. In più di vent’anni, in diversi ruoli istituzionali, ho potuto vedere da vicino i mali di cui soffre il nostro territorio, che in questi anni di governo di centrodestra è stato ancor più umiliato.
Grazie anche alle nuove norme che riducono il numero dei consiglieri, serve ancor più un partito unito e coeso che sappia rappresentare le istanze del viterbese: dobbiamo smetterla di ragionare per correnti, conta solo l’unità del partito. Dobbiamo lavorare ad un progetto unitario, io ho questa ambizione”.
Quali sono le questioni del territorio che affronterà in Regione?
“I temi da cui partire sono tanti, ma la priorità assoluta va a sanità, lavoro, occupazione che tra di loro sono strettamente correlati. Nella sanità i tagli di questi ultimi anni, oltre a far venir meno numerosi servizi, hanno provocato una diffusa precarizzazione del lavoro, sia nel settore pubblico che in quello privato. Stanno venendo meno i livelli essenziali di assistenza.
L’efficacia di tutte le politiche che si metteranno in campo si misurerà dalle ricadute occupazionali che ci saranno visto che la mancanza di lavoro si va a sommare ad una crisi già gravissima ed insostenibile. Sanità, ma non solo: il mio impegno sarà finalizzato al miglioramento di tutti i servizi pubblici.
Non vanno dimenticate poi altre questioni fondamentali: attenzione sarà data alla viabilità, con i numerosi temi irrisolti, all’ambiente e all’agricoltura, che non possono essere affrontati in maniera disgiunta. Penso, per esempio, alla crisi della castanicoltura dovuto alla diffusione del cinipide galligeno ed altre cause: sarebbe miope non affrontare la questione sia da un punto di vista ambientale che economico”.
Come valuta queste primarie e il fatto che siano state organizzate in così poco tempo?
“Le valuto in maniera molto positiva. Il Pd, insieme a Sel, è l’unico partito che affida agli elettori la scelta per i candidati alle Politiche e in questa provincia, il Pd per le Regionali. E dare la parola agli elettori è ancora più importante perché, in Parlamento, siamo alle prese con quell’autentica vergogna del Porcellum, di cui ora nessuno riconosce la paternità ma che è stato votato da forze politiche ben individuate.
Mi preme poi far osservare che con la scelta delle primarie Bersani ha assunto e fatto proprie anche le istanze venute da Renzi, compiendo un passo deciso verso quell’unità di cui parlavo prima.
Detto ciò, queste primarie sono il ristretto di primarie già ristrette: io le avrei volute più aperte, in modo da far concorrere i cittadini alla scelta delle persone che poi li rappresenteranno nelle istituzioni. Sul fatto che siano state organizzate in così poco tempo rispondo con una battuta: abbiamo fatto di necessità virtù”.
Faccia un appello agli elettori affinché la votino.
“Per i motivi sopra esposti, più che un appello agli elettori è un invito solo a poche persone. Il Pd deve superare la conflittualità tra le varie componenti interne e trovare una sintesi unitaria in grado di rappresentare tutti. Io metto a disposizione la mia esperienza e la mia disponibilità, con la trasparenza e la lealtà che sempre mi hanno contraddistinto. Sarò un nostalgico, ma sono ancorato a questi antichi valori che sono il sale stesso della vita. Voglio cercar di far capire che un partito come il nostro deve avere un’attenzione particolare per chi sta indietro, chi sta peggio. Detto in maniera spicciola: chi ha di più deve contribuire di più, i soldi deve tirarli fuori chi è più ricco. Lo dicono il buon senso e la nostra Costituzione e sarà anche banale ripeterlo, ma ho la sensazione che non sempre sia così”.
Enrico Panunzi è nato il 4 febbraio del 1960. Diplomato al liceo scientifico Paolo Ruffini di Viterbo, laurea in Scienze economiche e bancarie all’Università degli studi di Siena. Docente nelle scuole superiori, attualmente è dirigente scolastico. E’ stato sindaco di Canepina per 12 anni, presidente dell’Ater di Viterbo, consigliere provinciale, presidente del Comitato ristretto dei sindaci per la sanità e consigliere della Comunità montana dei Cimini.
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