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Roma - La consigliera M5S Francesca De Vito lo chiede alla regione Lazio

“Si faccia screening gratuito a donne predisposte a cancro al seno”

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Roma – Riceviamo e pubblichiamo – Mi auguro che presto la Regione Lazio provveda quanto prima a garantire l’accesso gratuito alle prestazioni previste per la ricerca dei genomi  BRCA1  e BRCA2, corresponsabili del cancro alla mammella, per i soggetti ad alto rischio eredo-familiare.

Nastro rosa

A tal proposito ho presentato, insieme al collega Loreto Marcelli, un’Interrogazione per chiedere alla giunta regionale quali siano le motivazioni per le quali non esistano programmi di screening integrativi volti a definire specifici programmi di sorveglianza per coloro che sono portatori di questa mutazione patogenetica.

Il carcinoma alla mammella è una di quelle neoplasie per le quali la comunità scientifica ha riconosciuto una specifica correlazione con la trasmissione ereditaria di mutazioni genetiche. In poche parole l’insorgenza del carcinoma risulta legato in buona percentuale alla mutazione dei geni BRCA1 e BRCA2.

Si potrebbe quindi intervenire  effettuando esami diagnostici dedicati alla ricerca di questa eventuale mutazione prima di ogni altro esame e successivamente prevedere anche interventi di conservazione  prima all’insorgenza della malattia. Il problema però è che non esistono, sull’intero territorio nazionale, dei protocolli di diagnosi, di trattamento e di assistenza rivolti alle persone ad alto rischio eredito-familiare.

Tra le regioni in cui invece è presente, il Lazio non prevede l’esenzione del pagamento del ticket per le prestazioni sanitarie previste dai protocolli di sorveglianza.

Nonostante la riorganizzazione della rete regionale, che ha reso indispensabile un aggiornamento dei Percorsi diagnostici terapeutici assistenziali e la definizione di percorsi per ulteriori malattie/gruppi di malattie, le ricerche per la mutazione dei geni BRCA1 2 BRCA2 non sono ancora state inserite tra i nuovi PDTA.

Sappiamo tutti quanto sia importante la prevenzione e se esiste un modo per conoscere anticipatamente la possibile insorgenza di  patologie gravi in pazienti con alta probabilità di contrarle, vanno utilizzati tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione. In questo caso lo screening con esenzione dal ticket, sarebbe senza dubbio efficace per intervenire tempestivamente e portare quasi a zero, il rischio per molte donne predisposte, di ammalarsi di cancro al seno.

Francesca De Vito
Consigliera M5S alla regione Lazio


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26 marzo, 2021

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