Roma – “Confermo la decisione di aprire le scuole fino alla prima media anche in zona rossa. Lavoriamo affinchè avvenga in modo ordinato”.
Il presidente del Consiglio Mario Draghi annuncia in diretta da palazzo Chigi le nuove regole che entreranno in vigore a partire dal 7 aprile. Questa mattina si riunita la Cabina di regia, con cui il premier ha discusso le nuove restrizioni previste. L’attuale dpcm, in vigore dallo scorso 6 marzo, sarà valido fino al 6 aprile.
“I contagi stanno diminuendo, ma la situazione resta critica e preoccupante – ha detto Draghi -. Questo spazio abbiamo deciso di utilizzarlo per le scuole, ma fino alla prima media. Aprire ulteriormente vorrebbe dire dare una spinta ai contagi, quindi più si alza l’attività scolastica più aumentano le possibilità di contagio. Non sono le scuole a far aumentare i contagi, ma tutto quello che circonda la scuola. Ciò che più incide sono le attività parascolastiche e i trasporti. In alcuni casi sarà possibile effettuare il test per gli studenti all’ingresso, ma parlare di azione globale mi sembra eccessivo”.
Mario Draghi
“Abbiamo un modello a colori a seconda delle aree di rischio – ha aggiunto il ministro Speranza -. Il Lazio ha avuto dati in miglioramento e diventerà zona arancione. Avverrà alla data naturale della scadenza del decreto. Quindi a partire da martedì”.
“La stragrande maggioranza degli operatori sanitari ha aderito spontaneamente alla campagna vaccinale – è intervenuto il ministro della Salute Roberto Speranza -. C’è un pezzetto molto minimale di personale non vaccinato, che stiamo quantificando, sul quale valutiamo un intervento con una norma”.
“Posso rassicurare gli italiani. Tutti avranno a disposizione le dosi necessarie – ha detto il ministro Speranza -. Nel secondo trimestre avremo a disposizione 50 milioni, nel terzo trimestre 70 milioni di dosi. Sarà disponibile anche il vaccino Johnson&Johnson. Stiamo lavorando sul nuovo vaccino Reithera, confidiamo che in autunno sarà disponibile”.
“Mi vaccinerò con AstraZeneca. Spero la prossima settimana” ha spiegato Draghi.
“Solamente con la produzione dei vaccini si uscirà da questa pandemia e si avrà di nuovo fiducia nel futuro. Dobbiamo cercare il coordinamento europeo – ha spiegato Draghi -. Ieri la presidente della Commissione ha messo in evidenza che lo Sputnik può essere prodotto per il 40% in Russia e 60% all’estero. Non è ancora stata presentata una richiesta ufficiale di analisi. Non sarà, quindi, disponibile in Europa prima di quattro mesi. In ogni caso aspettiamo che si pronunci l’Ema e l’Aifa. Sembra che alcune società abbiano provato a vendere lo stesso prodotto due o tre volte. Il blocco dell’export è completamente condiviso, la decisione è unanime dai paesi Ue. Però ora l’enfasi è tutta sul blocco ma non ne usciamo con i blocchi ma con la produzione dei vaccini, è l’unica cosa che ci farà uscire dalla pandemia e ci ridarà fiducia nel tornare a viaggiare, a costruire relazioni”.
“Il presidente statunitense Biden – ha aggiunto il presidente del Consiglio – ha parlato della competizione e delle differenze con Cina e Russia. La Russia è un paese con cui occorre trattare, ma devono smettere di interferire con la politica dei vari paesi. Bisogna essere franchi ed espliciti sulle loro violazioni. Ha parlato anche della posizione internazionale delle Turchia e dei disvalori interni”.
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