Roma – È terminato il vertice tra il governo e le regioni sulla campagna vaccinale. Un vertice particolarmente atteso dopo l’affondo in senato del premier Draghi di 5 giorni fa, quando aveva rimproverato alcune regioni di “trascurare gli anziani in favore di altri gruppi”.
Il premier Mario Draghi
Presenti all’incontro, in videoconferenza, il premier Draghi, i presidenti di regione, la ministra per gli affari regionali Mariastella Gelmini, il ministro della salute Roberto Speranza, il commissario per l’emergenza Francesco Paolo Figliuolo e il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio.
“Bisogna guardare al futuro per dare un segnale al paese, si cominci a fare un ragionamento sulle riaperture in base alla certezza sull’arrivo dei vaccini”, hanno chiesto le regioni. E il premier è andato loro incontro. “Riprogrammiamo già da ora le aperture per quando sarà possibile”, ha risposto il presidente del consiglio invitando le regioni a proseguire sulla strada della collaborazione.
Allo stesso tempo, però, il presidente del consiglio rimane sulla linea della prudenza. È dello stesso avviso anche il ministro della salute Roberto Speranza, che ha sottolineato che con gli attuali numeri di contagi, ricoveri e decessi è ancora presto per allentare le misure anti-Covid.
Ma il premier sottolinea anche il cambio di passo degli ultimi giorni sul fronte della campagna vaccinale, con un maggiore numeri di dosi somministrate giornalmente. “L’obiettivo delle 500mila dosi al giorno non è lontano”, ha affermato. “Per quanto riguarda le forniture dei vaccini per i prossimi mesi – ha proseguito Draghi riprendendo le parole del commissario europeo responsabile dei vaccini Thierry Breton – la Commissione ha assicurato che le dosi dovrebbero essere più che sufficienti per raggiungere l’immunità per il mese di luglio in tutta l’Europa”.
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