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Politica - Il commento al crollo della giunta Giuliani del capogruppo di Anima Orte, Angelo Ciocchetti: "Le dimissioni sarebbero state più dignitose"

“La sfiducia era ampiamente prevedibile…”

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Angelo Ciocchetti, Anima Orte

Angelo Ciocchetti, Anima Orte


Orte – (a.c.) – La sfiducia di mercoledì pomeriggio al sindaco era “ampiamente prevedibile”. Questo, almeno, è il parere del capogruppo di Anima Orte, Angelo Ciocchetti, dopo l’esito del voto in consiglio comunale che ha decretato la caduta della giunta guidata da Angelo Giuliani.

“Si sapeva che, senza Fuselli, Tofone e Bacchiocchi, il sindaco non aveva più i numeri per amministrare, ma lui non ha avuto nemmeno la volontà di ricucire con loro – dice Ciocchetti -. Si percepiva che lo strappo era stato troppo forte, secondo me la sfiducia era l’unico risultato possibile”.

“In realtà – ammette Ciocchetti – avevo male interpretato le parole di Bacchiocchi, che nel suo intervento ci aveva fatto pensare che si astenesse. Non escludo l’ipotesi che abbia cambiato idea a seduta in corso e, in ogni caso, capisco la fatica umana e politica di una persona che ha deciso di staccare la spina a una maggioranza di cui ha fatto parte per tanti anni”.

“Comunque – precisa Ciocchetti – la responsabilità di questa sfiducia non è da imputare né all’opposizione, né a chi ha mollato la maggioranza: dentro a Orizzonte comune c’era un evidente problema di gestione politica e amministrativa, che alla fine è diventato più grande della maggioranza stessa. L’azione dei vari assessori è andata avanti sempre a compartimenti stagni. E quando non c’è coesione a livello amministrativo, non si può pretendere che ci sia coesione a livello politico”.

Secondo il capogruppo di Anima Orte, Giuliani non poteva sperare nel supporto di nessuno. “In questi anni – dice – il sindaco non ha fatto altro che ignorare e maltrattare le proposte dell’opposizione. E, da come si sono comportati i suoi ex consiglieri, presumo che abbia avuto un atteggiamento simile anche con chi stava con lui. Sarebbe stato più dignitoso dimettersi, o come minimo convocare lui il consiglio comunale per chiedere una verifica di maggioranza. Ha voluto scherzarci su, ma alla fine la democrazia ha una regola d’oro: se non hai i numeri per governare, non puoi governare”. 


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9 aprile, 2021

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