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Viterbo - Emanuele Fontani, amministratore delegato Sogin in commissione Ambiente alla camera - Nella Tuscia sono stati individuati 22 siti possibili

“Deposito rifiuti radioattivi, il Lazio è il posto più interessante”

di Giuseppe Ferlicca
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Emanuele Perri

Emanuele Fontani 


Viterbo – Deposito nazionale rifiuti radioattivi: “Il Lazio è sicuramente il territorio più interessante. Baricentrico rispetto al territorio nazionale”. A spiegarlo è Emanuele Fontani, amministratore delegato Sogin, la società pubblica chiamata a individuare le aree dove realizzare la struttura.

Sono 67 i punti individuati, 22 dei quali ricadono nel territorio della Tuscia. In commissione Ambiente e Attività produttive della Camera, sono stati ascoltati i vertici Sogin.

Spiegati i criteri che hanno portato all’individuazione delle aree e fra questi, un fattore importante è la distanza.

“È preferibile – osserva Fontani – avere meno distanza dal luogo dove ci sono oggi i rifiuti, rispetto a quello dove saranno portati. Dove è più vicino, è preferibile. Il Lazio è sicuramente quello più interessante, baricentrico sul territorio nazionale”.

Un fattore, non l’unico. I 67 possibili siti sono stati scelti con criteri comuni a quelli di altri paesi: “L’Italia – osserva Fontani  rispondendo alle domande dei parlamentari – non ha adottato criteri diversi”.

Il passaggio successivo è quello dell’autocandidatura per la selezione fra quelli scelti. Sempre che qualcuno si offra volontario.

“Le 67 aree sono potenzialmente idonee. Si trasformano in idonee una volta recepiti commenti e osservazioni. Poi saranno i territori ad autocandidarsi, purché presenti in aree idonee, attraverso una manifestazione d’interesse spontanea”.

L’elenco dei siti possibili è comparso all’improvviso. Generando preoccupazione a livello locale, in particolare in aree come Viterbo, dove se ne individuano in numero sostanzioso. Ma per Sogin prima non era possibile.

“Occorreva la validazione ministeriale – precisa Fontani  – fino a quel momento era tutto arbitrario. La pubblicazione è avvenuta nel momento in cui c’è stato l’ok da parte del ministero. Il processo pubblico è iniziato con il via libera alla lista.

Adesso stiamo dando risposte ai territori che ce lo hanno chiesto. In Piemonte abbiamo avuto incontri con associazioni ambientali e università, per spiegare il deposito nazionale”.

C’è chi ha chiesto sulla presenza in aree individuate, di siti Unesco. Nella Tuscia ce ne sono. “È stata effettuata un’attenta valutazione. Dalle verifiche effettuate, non ce ne sono all’interno dei siti. Semmai in prossimità, nello stesso comune o in comuni confinanti”.

Giuseppe Ferlicca


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10 aprile, 2021

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