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Viterbo – “Siamo molto arrabbiati. Quando ci sono da portare rifiuti o scorie radioattive, la Tuscia è sempre prima”. Tonnellate d’immondizia aggiuntive stanno arrivando da Roma e dalle altre province del Lazio. Andrea Micci, capogruppo della Lega in consiglio comunale, non si arrende e promette battaglia nella seduta straordinaria. Stabilita la data, sarà il 20 aprile.
Curiosa coincidenza, è il giorno in cui, le ordinanze della regione, che fanno arrivare a Viterbo le 300 + 100 tonnellate di rifiuti scadranno. “Noi su questo ci contiamo – osserva Micci – ma potrebbe sempre succedere di nuovo”.
Con la Tuscia, per il capogruppo Lega, sempre a recitare il ruolo di ultima provincia dell’impero. “Il nostro territorio – osserva Micci – non è mai rispettato dalle istituzioni gerarchicamente sovraordinate. Quando c’è da portare rifiuti, siamo i primi. Quando s’individua il deposito di rifiuti radioattivi, da noi ce ne sono 22 su 67 possibili.
Se si tratta di aiutare gli altri siamo sempre i primi, quando dovrebbe accadere il contrario, non avviene mai. Come per l’acqua e l’Ato unico con dentro pure Roma. Mai portato a termine. La legge regionale 5 che fine ha fatto?
Non possiamo continuare a essere quelli interpellati solo in frangenti negativi. Se siamo una regione, lo siamo sempre. Non solo quando serve agli altri”.
Il presidente Zingaretti ha motivato la scelta dei rifiuti a Viterbo per l’emergenza in particolare a Roma, sottolineando il carattere temporaneo. Al sindaco Arena ha garantito che non durerà oltre la scadenza delle ordinanze.
“Già – incalza Micci – intanto però ha sottoscritto un’altra ordinanza con altre cento tonnellate di rifiuti aggiuntivi da portare a Viterbo. Non ci sta bene. Devono spiegarci in modo chiaro perché il piano dei rifiuti non sta funzionando e anche Roma ci deve dire qualcosa”.
Alla seduta del 20 aprile è stata invitata pure la sindaca Virginia Raggi. “Speriamo che mandi almeno qualche assessore competente”.
E in generale: “Non vogliamo più essere sotto schiaffo di decisioni calate dall’alto e senza coinvolgere il territorio. Il sindaco di Viterbo non è stato sentito prima dell’ordinanza. Non è un obbligo di legge, ma sarebbe stato opportuno”.
Giuseppe Ferlicca
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