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Viterbo - Il dottor Alfredo Borghetti avverte dei rischi di risposte ufficiali non disponibili

“Comunicazione nelle emergenze, servono accuratezza e tempestività”

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Alfredo Borghetti

Tribunale – Alfredo Borghetti, mentre illustra una perizia davanti ai suoi studenti


Viterbo – (sil.co.) – Pubblicato sul sito della sezione di Viterbo dell’Unuci, Unione nazionale ufficiali in congedo d’Italia, un attualissimo articolo del tenente colonnello medico Alfredo Borghetti sul “processo comunicativo in situazioni di emergenza”. 

Borghetti avverte dei rischi derivanti da risposte ufficiali non disponibili e invita a accuratezza e tempestività nel fornire corrette informazioni. 

“La comunicazione – scrive Borghetti, che è anche docente presso la facoltà di medicina e psicologia della Sapienza – costituisce non soltanto una condivisione, una partecipazione e un collegamento, ma implica una costruzione attiva della conoscenza, mediante inferenza, negoziazione e feedback”.

“Nei casi di emergenza – sottolinea – bisogna attivare un canale di comunicazione efficace al fine di gestire nel migliore dei modi tale circostanza. Per farlo è utile lavorare in modo congiunto e integrato con tutte le professionalità che possono contribuire a rendere il più efficace possibile lo strumento comunicativo, e la psicologia è in grado di fornire alcune indicazioni utili”.

“Innanzitutto – prosegue – bisogna riflettere circa le caratteristiche delle persone alle quali ci si rivolge, che in condizioni di emergenza è possibile che ci si rivolga a molte persone, ad una folla e come tale, spesso incontrollabile e facile preda dei propri impulsi emotivi. Dopo aver ragionato sulle possibili cause che deriverebbero da una comunicazione impulsiva, non ragionata, è possibile soffermarsi a sviluppare uno stile di linguaggio più adeguato e soprattutto commisurato alla reale situazione ed alla possibile percezione del rischio dei destinatari della comunicazione”.

“Quando in un momento di emergenza si deve comunicare, lo si deve fare tenendo presente che la comunicazione in questo caso avrà caratteristiche diverse dalla normale comunicazione. Una di queste caratteristiche fa riferimento all’accuratezza dell’informazione che può, ad esempio, rassicurare che i soccorsi stanno arrivando. Altra caratteristica è la tempestività”.

“Se le risposte ufficiali non sono disponibili – avverte il professor Borghetti – dicerie e speculazioni riempiono rapidamente il vuoto creato dalla mancanza di informazione”.

“A quel punto le cose si complicano, non basta disseminare le informazioni corrette, ma è necessario contrastare le informazioni errate che sono circolate. È più difficile per le persone dare ascolto ad un messaggio durante l’emergenza. Stress, cambio di routine e mancanza di sonno possono essere degli impedimenti alla corretta comprensione delle comunicazioni durante l’emergenza. Tutti i messaggi devono essere coerenti. È importante che l’informazione sia condivisa tra i vari gruppi, organizzazioni o istituzioni e che nei confronti del pubblico si parli con una sola voce“, dice ancora.

“Gli elementi chiave di questo processo sono la reciprocità e la condivisione, lo stile linguistico e la percezione del rischio. Affinché vi siano queste caratteristiche, è necessario che entrambe le parti siano aperte all’ascolto attivo, attraverso cui si prende atto del messaggio inviato dall’emittente, calibrando la propria risposta, in modo da creare una relazione circolare funzionale”.

“Ovviamente ogni emergenza è differente – conclude il medico – ma definire in anticipo lo stile linguistico, la tempestività della comunicazione, riflettere sul possibile feedback successivo al messaggio inviato, la coerenza tra i vari emittenti risulterebbe di certo positivo, mantenendo i rapporti fra le persone delle organizzazioni evitando così possibili momenti caldi di una crisi. Infatti, quanto maggiore è la presenza di queste caratteristiche all’interno di un processo comunicativo tanto minori saranno gli ostacoli e le inefficienze nella mobilitazione e nell’impiego delle persone durante una situazione di emergenza”.


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2 maggio, 2021

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