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Salute - L'associazione chiede a Regione Lazio, Ato 1 Lazio Nord–Viterbo e a tutti i comuni della Tuscia gli atti riguardanti le informazioni fornite alla popolazione - Annunciato per domani un webinar per spiegare ai cittadini l'azione risarcitoria collettiva

Arsenico, Codacons: “Cosa si è fatto a tutela della salute dei residenti?”

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Roma – Riceviamo e pubblichiamo – Sul dramma dell’acqua all’arsenico nella provincia di Viterbo il Codacons – che sul tema terrà domani un webinar con avvocati e medici – ha deciso di vederci chiaro, e presenta oggi una istanza d’accesso inviata alla Regione Lazio, all’autorità d’ambito territoriale Ato 1 Lazio Nord – Viterbo e a tutti i comuni della Tuscia, in cui si chiede di fornire una serie di documenti sul caso.

Acqua


Nell’atto dell’associazione, si chiede in particolare agli enti coinvolti di fornire “gli atti relativi alle comunicazioni fornite alla popolazione in merito alla presenza dell’arsenico nell’acqua e ai rischi per la salute umana, documenti dai quali emergano tutte le opere realizzate per consentire il mantenimento dell’arsenico al di sotto del limite pari a 10 µg/l consentito per legge; atti dai quali emergano tutte le misure messe in campo per impedire ai cittadini il consumo di acqua contaminata”.

Una istanza che l’associazione mette a disposizione di tutti i residenti della Tuscia, i quali potranno scaricarla gratuitamente dal sito e inviarla agli enti competenti.

Nel corso del webinar organizzato per domani, i legali del Codacons illustreranno l’azione collettiva finalizzata a far ottenere ai residenti dei comuni interessati dal problema dell’arsenico un risarcimento pari a 2mila euro ciascuno, e la giurisprudenza in materia che ha già riconosciuto agli utenti il diritto al giusto indennizzo.

Lo stesso tribunale civile di Viterbo, giudice Federico Bonato, ha ritenuto che i comuni che non forniscono acqua potabile, contrariamente a quanto contrattualmente e normativamente dovuto, possono essere condannati al risarcimento del canone.

Nella sentenza si legge che “E’ evidente che l’erogazione di acqua non conforme ai valori minimi di potabilità sia prospettabile come un inadempimento contrattuale e, in quanto tale, integri il presupposto o la causa mediata dell’evento lesivo”. Il giudice ha contestato inoltre “l’argomentazione circa la differenza tra somministrazione di acqua per uso domestico e per uso potabile al fine di escludere che il Comune si sia mai assunto l’obbligo di fornire acqua potabile nelle case dei propri cittadini. L’espressione uso domestico ricomprende in sé il concetto di acqua potabile essendo la stessa omnicomprensiva”.

Il Codacons chiama dunque a raccolto i cittadini della provincia di Viterbo, invitandoli al webinar che si terrà domani 4 maggio alle 16 (per partecipare all’incontro è sufficiente iscriversi al link https://register.gotowebinar.com/register/432816569497099280.

Codacons

 


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3 maggio, 2021

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