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Viterbo - Interviene Chiara Frontini

“Arsenico, ora assunzione di responsabilità”

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Chiara Frontini

Chiara Frontini

Riceviamo e pubblichiamo – Emergenza arsenico: una piaga tanto grave quanto annunciata.

Molto si è detto in questi giorni sulla questione dell’acqua pubblica dichiarata non potabile al 31 dicembre 2012: una situazione che grida vendetta e rientra in quelle grandi o piccole emergenze che la nostra città si trova ad affrontare ogni giorno.

Un’’emergenza che non avrebbe dovuto, tuttavia, essere tale: risale al 1998 la direttiva europea che fissa i 48 parametri microbiologici, chimici e organolettici per assicurare la qualità e la sicurezza dell’acqua pubblica.

Dodici anni di proroghe concesse all’’Italia; il 28 Ottobre 2010 viene accordata dall’’Ue un’’ulteriore deroga, “a condizione che siano messe in atto misure effettive di limitazione del danno, tra le quali la fornitura a neonati e bambini di acqua pura imbottigliata” (si legge nella decisione della Commissione).

Dopo questa breve cronistoria, viene da chiedersi come sia possibile che tutta Italia e tutta Europa si siano adeguate ai nuovi parametri, mentre la Regione Lazio e in particolare il viterbese no? Ad eccezione di alcuni Comuni virtuosi che si sono autonomamente organizzati, gli altri hanno languito, si sono adagiati sulle promesse della Regione, hanno sottovalutato il problema? È giusto che alla cittadinanza vengano date delle spiegazioni puntuali sulle rispettive responsabilità amministrative e politiche, senza demagogia né scarichi di colpe tra i vari enti territoriali.

Due le priorità: risolvere il problema repentinamente e, non meno importante, accertare le responsabilità. I cittadini viterbesi, dopo il danno subito, non accetteranno anche la beffa dell’’impunità.

Viterbo 2020 intraprenderà ogni azione al fine di accertare le colpe di chi doveva garantire la salute dei viterbesi.

La politica deve saper fare autocritica, autoriformarsi, smetterla di parlarsi addosso e riprendere in mano le redini del confronto con i cittadini, senza paura e senza maschere.

L’’autoreferenzialità e le incrostazioni di potere ci hanno portato al punto di rischiare la salute dei cittadini, pur di non intaccare quei piccoli sistemi che campano alla giornata, senza prospettiva, senza polso decisionale, arroccati su posizioni di comodo dopo aver celebrato, magari, il 15esimo e il 20esimo anno di presenza nelle istituzioni cittadine.

Quegli stessi che oggi hanno, quanto meno, delle responsabilità politiche sull’emergenza arsenico (e su altre piccole e grandi emergenze che gravano sulla città) e che invece, quasi stupiti, si rincorrono a sbandierare la loro estraneità.

Chiediamo chiarezza, maggior dialogo con la cittadinanza, assunzione di responsabilità. Vogliamo vederci chiaro sulle motivazioni e gli attori di questa sconfitta della politica locale e della sua classe dirigente.

Chiara Frontini

Viterbo 2020


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8 gennaio, 2013

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