Tel Aviv – Cresce ancora la tensione tra Israele e Hamas. Prosegue il lancio di razzi da Gaza sul territorio israeliano e, al contempo, aumentano anche i raid aerei dello Stato ebraico sul territorio palestinese. Sono stati 130 i razzi lanciati dalla notte scorsa da Gaza verso Israele: di questi molti sono stati intercettati dal sistema di difesa Iron Dome. Al tempo stesso l’esercito ha risposto colpendo oltre 600 obiettivi militari nella Striscia: tra questi un tunnel di Hamas e anche infrastrutture e centri di comando. Per la prima volta nell’ultima escalation le sirene d’allarme hanno risuonato anche nel Nord di Israele.
Guerra tra Israele e Hamas – I razzi lanciati nella notte
A fronte di oltre 1.500 razzi arrivati da Gaza – sono sette le vittime israeliane finora, compreso un bambino di sei anni colpito a Sderot, – il ministro della Difesa Benny Gantz ha detto che Israele non è pronto per un cessate il fuoco. Dalla Striscia, dove le vittime sono almeno 53, “compresi 14 bambini e minori, e tre donne”, secondo i dati del ministero della Sanità locale, Hamas e la Jihad islamica hanno alzato il tiro lanciando 15 razzi in direzione di Dimona, dove c’è un sito nucleare israeliano. Ma anche verso Beer Sheva nel Negev e in serata attorno a Tel Aviv. Israele ha risposto eliminando importati dirigenti militari di Hamas in un’operazione congiunta tra esercito e Shin Bet.
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha assicurato che l’uccisione dei capi militari di Hamas “è solo l’inizio”. “Infliggeremo loro colpi che nemmeno immaginano”, ha dichiarato promettendo l’uso di “crescente forza”.
Intanto il segretario di Stato americano Antony Blinken ha annunciato di aver parlato con il presidente dell’Autorità palestinese Abu Mazen e ha chiesto la fine del lancio di razzi dalla striscia di Gaza verso Israele. “Ho espresso le mie condoglianze per la perdita della vita. Ho sottolineato la necessità di porre fine agli attacchi missilistici e di abbassare le tensioni”, ha twittato il funzionario americano, aggiungendo che “il popolo israeliano e quello palestinese meritano in egual misura libertà, sicurezza e dignità”. Tunisia, Norvegia e Cina nel mentre hanno chiesto un’altra riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza dell’ONU sul conflitto, questa volta in pubblico, hanno riferito fonti diplomatiche.
I spoke with President Abbas about the ongoing situation in Jerusalem, the West Bank and Gaza. I expressed condolences for the loss of life. I emphasized the need to end rocket attacks and deescalate tensions.
— Secretary Antony Blinken (@SecBlinken) May 13, 2021
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