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Consiglio provinciale - Mozione approvata all'unanimità

Barricate contro i rifiuti da Roma

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Gianluca Mantuano

Gianluca Mantuano

Paolo Equitani, vicepresidente della Provincia e assessore all'Ambiente

Paolo Equitani, vicepresidente della Provincia e assessore all'Ambiente

Maria D'Alessandro

Maria D'Alessandro

– I rifiuti di Roma da Viterbo non passeranno. Il consiglio provinciale approva all’unanimità un documento per dire no all’immondizia della capitale, stigmatizzando l’operato del governo e la decisione di coinvolgere le province in un’emergenza che è solo della regione e della provincia di Roma. No al decreto del ministro Clini e al presidente Marcelo Meroi il compito d’intraprendere tutte le iniziative per tutelare l’interesse del territorio.

Ma durante la seduta aperta c’è chi si è spinto oltre. La carta può non bastare, serve l’azione.

“Un documento non basta – fa notare Gianluca Mantuano (Fratelli d’Italia) – ha la validità di tanti altri che abbiamo approvato in precedenza. Nessuna. Io dico che dobbiamo andare a Roma, farci sentire, diciamo no”.

Con una motivazione. “Per solidarietà – continua Mantuano – stiamo già ricevendo i rifiuti da Rieti, ma lo stesso principio non si può applicare per la capitale, che ha ancora una capienza certificata per 500mila tonnellate, Viterbo soltanto 23mila”.

Un no pure contro l’arroganza, per il vice presidente Paolo Equitani, del ministro Clini che ha predisposto il decreto.

“Di cui – osserva Equitani – nessuno era a conoscenza e durante l’incontro ha mostrato un’arroganza inaudita nel modo di rapportarsi con le realtà locali ed è stato ripreso più volte perché non sapeva nemmeno di cosa stava parlando. La Provincia si deve ribellare, non avere timore di nulla”.

Il governo va fermato pure per il sindaco di Viterbo Giulio Marini, presente con altri suoi colleghi. “Abbiamo sopportato tanto – osserva Marini – oggi non sopporteremo nemmeno un chilo di rifiuti a Monterazzano”.

La Tuscia sarebbe chiamata a ricevere una percentuale minima dell’immondizia romana. “Appena il 2,5% – fa notare il Pd Luzzi – col rischio d’aprire una porta, poi i rifiuti una volta trattati, che fine faranno? Torneranno a Roma?”.

Dubbi non da poco. Ma in consiglio irrompe Maria D’Alessandro, in rappresentanza di un comitato di Gallese, con un annuncio shock. “I rifiuti da Roma arrivano già da due anni nel Viterbese – dice –, lavorati da una ditta privata in un impianto a Gallese che si trova a soli cinque metri dalle abitazioni. Il comune si era espresso negativamente, ma l’assessorato all’Ambiente non solo non ha fatto nulla, ma ha rilasciato anche l’autorizzazione definitiva, contro il parere della Regione. Quest’estate si è sprigionata una nuvola di fumo impressionante. Dobbiamo salvaguardare la salute dei cittadini”.

L’assessore Equitani promette di ricevere Maria D’Alessandro, visto l’argomento non oppone un rifiuto.

L’argomento è serio e l’immondizia è collegata anche a calamità naturali, a Montalto di Castro ci sono cumuli da smaltire derivati dall’alluvione dei mesi scorsi.

Il consigliere Carai si chiede che fine faranno, in vista della stagione estiva. Marcello Meroi, che aveva aperto la seduta ricordando la bocciatura del Tar sul piano regionale rifiuti, ha chiesto alla Regione certezze, visto che con il bilancio regionale non approvato, i due milioni stanziati sono congelati.

Giuseppe Ferlicca


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10 gennaio, 2013

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