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Roma - La proposta di Tiziana Nisini, sottosegretaria al Lavoro: “Anche nelle aziende sotto i 100 dipendenti”

“In pensione 5 anni prima per dare più spazio ai giovani”

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Roma – “In pensione 5 anni prima per dare spazio ai giovani”. Così Tiziana Nisini, sottosegretaria al Lavoro, in un’intervista al Corriere della sera a proposito delle manovre del governo sul lavoro.

“Ci sono segnali di ripresa, come mostrano i dati dell’Istat – ha spiegato Tiziana Nisini -, e quindi la rimozione del blocco dei licenziamenti, che comincia nell’industria e nelle costruzioni, settori che stanno uscendo dalla crisi, sarà gestibile. Ma certo dobbiamo mettere in campo un pacchetto di misure per tutelare chi perderà il lavoro”.


Tiziana Nisini

Tiziana Nisini


“Sto lavorando, in particolare, a quelle che possono favorire il ricambio generazionale – ha aggiunto -. Mi riferisco al contratto di espansione, che consente, con un accordo tra azienda e sindacati, di mandare i lavoratori anziani in pensione fino a 5 anni prima, in cambio dell’assunzione di giovani. Inizialmente, questo strumento era riservato alle aziende molto grandi, con più di mille dipendenti. Dall’inizio della pandemia la platea è stata via via ampliata fino ad arrivare, con il decreto Sostegni bis, alle imprese con più di 100 dipendenti. Adesso si tratta di scendere sotto questa soglia. Ma è presto per dirlo, dobbiamo fare tutte le valutazioni del caso, comprese quelle sulle coperture. Ma l’obiettivo è scendere nettamente sotto i 100 dipendenti, anche per avere uno strumento in più per affrontare lo scalone che ci troveremo davanti il 31 dicembre prossimo con la fine di Quota 100, perché non basterebbero più 62 anni per andare in pensione ma ce ne vorrebbero 67”.

“Sui licenziamenti, la commissione europea, rispetto a quanto avevamo detto noi della Lega, è arrivata tardi. Perché siamo stati i primi a dire che non si poteva andare avanti indefinitamente con la proroga del blocco dei licenziamenti – ha spiegato la sottosegretaria al Lavoro -. Il Paese vuole ripartire. I lavoratori vanno tutelati, ma gli imprenditori devono avere gli strumenti adeguati. Per questo non avevamo condiviso la proroga del blocco dal 30 giugno al 28 agosto proposta dal ministro Andrea Orlando e ci siamo invece riconosciuti nel compromesso trovato dal premier, Mario Draghi, che toglie la proroga al 28 agosto, tutela le categorie più colpite concedendo altra cassa Covid, ma consente ai settori che meno hanno risentito della crisi di uscire dal blocco”.


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4 giugno, 2021

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