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Viterbo - Nella navata centrale della chiesa - Oggi le celebrazioni in forma limitata per il Covid

Infiorata artistica per il Corpus Domini alla Trinità

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Viterbo - Corpus Domini - L'infiorata alla Trinità

Viterbo – Corpus Domini – L’infiorata alla Trinità

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Oggi 6 giugno, nella ricorrenza della festività del Corpo e del Sangue del Signore, alle 11,30 nella chiesa della Santissima Trinità a Viterbo si tiene una solenne celebrazione eucaristica presieduta dal parroco Giuseppe Cacciotti, accompagnata dagli inni eucaristici eseguiti dal coro S. Maria Libearatrice.

Riprendendo una bella tradizione legata al Corpus Domini, nella navata centrale è stata intanto realizzata, a cura comitato parrocchiale, un’artistica infiorata illustrata da simbili eucaristici.

Sul tappeto floreale, al termine della messa, passerà il Santissimo Sacramento racchiuso in un argenteo ostensorio, senza però il corteggio dei fedeli a motivo dei limiti imposti dalla pandemia.

La solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, comunemente nota con le espressioni latine Corpus Domini, è una delle principali solennità dell’anno liturgico della Chiesa cattolica.

È una festa mobile: si celebra il giovedì successivo alla solennità della Santissima Trinità oppure, in alcuni Paesi tra cui l’Italia, la domenica successiva. Rievoca la liturgia della Messa nella Cena del Signore del Giovedì Santo.                                                                   

L’estensione della solennità a tutta la Chiesa però va fatta risalire a papa Urbano IV, con la bolla Transiturus dell’11 agosto 1264. È dell’anno precedente invece il miracolo eucaristico di Bolsena.

Qui un sacerdote boemo, in pellegrinaggio verso Roma, mentre celebrava messa, allo spezzare l’ostia consacrata, fu attraversato dal dubbio della presenza reale di Cristo. In risposta alle sue perplessità, dall’ostia uscirono allora alcune gocce di sangue che macchiarono il corporale di lino, conservato nel uomo di Orvieto, e alcune pietre dell’altare ancora oggi custodite nella basilica di Santa Cristina.

Roberto Saccarello


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6 giugno, 2021

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