Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo la lettera del comitato Non ce la beviamo al prefetto di Viterbo – Siamo a scrivele perché vogliamo sapere se lei è informato, nonostante tutti i nostri comunicati stampa e gli articoli scritti dai quotidiani locali, della situazione in cui versa la popolazione che si trova “asservita” dalla gestione della Talete SpA e della poco splendida politica portata avanti dalla Ato 1 soprattutto riguardo alla trasparenza della sua gestione.
Che dire poi, signor prefetto, di tutti quei comuni che hanno deliberato (in consiglio comunale) per il non aumento della tariffa e soprattutto stigmatizzato ed enunciato che non si dia mai corso alla privatizzazione della spa, di cui sono gli azionisti.
Così come, invece sono state aumentate la tariffa e molti cittadini hanno potuto verificare ingiustificati aumenti in bolletta; inoltre degli avvenuti distacchi dei contatori, guardi caso soprattutto ai poveri e ahinoi anche alle persone fragili (si dice così, oggi).
E allora la domanda ce la poniamo e la poniamo anche a lei: “Ma, in rappresentanza dello stato, a lei di questa vicenda non interessa (per dovere istituzionale) proprio nulla? …e sì che potrebbero ravvedervisi procedure ed atti non consoni alle direttive di norma?”; e sì che invitati più volte (l’Ato1 e la Talete SpA) a renderci edotti della situazione non si sono neanche degnati neppure di una schifosissima risposta di diniego e/o di impegni già presi! Lei che ne pensa? Ce lo dice o non meritiamo risposta (c. s.)?
Sa, signor prefetto, da anni chiediamo la applicazione della L.R. 5/2014 ma a nessuno frega niente! Così come non frega niente delle possibilità che i comuni (reso nuovamente pubblico il servizio mercé la suddetta legge) avrebbero la possibilità di utilizzo di soldi pubblici provenienti dalla fiscalità generale, dalla Cassa Depositi e Prestiti e forse anche da questo PNRR di cui tanto si parla e che rispolvera la “Conversione Ecologica” (si spera anche nello spirito enunciativo per poi applicarlo così come ideato da ALEX Langer!).
Signor prefetto della provincia di Viterbo l’acqua, avrà capito che è di questo che parliamo, oltre che essere diritto inalienabile e non merce di scambio con danaro, è in sé senza forma. Essa assume la forma in cui costretta.
Se assume la forma di merce e non potesse essere acquistata, essa diventerebbe non più fonte di vita ma, come il fiume Acheronte, passaggio alle anime dei morti (… con o senza obolo)!
Possiamo contare che lo Stato ad esempio si interessi a che si adempia quanto previsto dall’art. 41 della Costituzione 2° comma circa il “… contrasto..” con tutte le belle cose citate; vi si fa riferimento perché parliamo di una S.p.A. soggetto che risponde al diritto privato come recita nel proprio Statuto.
Pensa o no che sia un argomento che merita la sua attenzione? Allora, signor prefetto, non vorremmo averLa disturbata invano: che fa? Grazie.
Comitato Non ce la beviamo
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