Roma – (g.f.) – “Comuni e regione hanno ricevuto uno specchietto coi nomi e non la graduatoria”. Concorso di Allumiere da hanno attinto amministrazioni e consiglio regionale per assumere personale, la presidente della commissione trasparenza regionale Chiara Colosimo (FdI) tira le somme della riunione in cui sono stati ascoltati i sindaci di Bracciano Armando Tondinelli, Anguillara Sabazia Angelo Pizzigallo e Monterotondo Riccardo Varone.
Tre amministrazioni che hanno usufruito della graduatoria disponibile dopo la procedura concorsuale di Allumiere, per coprire posti vacanti nei rispettivi comuni.
“Se nella prima seduta della commissione – spiega Colosimo – abbiamo appreso del cosiddetta errore materiale che ha portato la valutazione della sufficienza sufficienza da 31 a 21, se poi la lista è stata allargata da 20 a 107 idonei, adesso aspettiamo le carte, ma da quanto ricostruito finora, regione e comuni hanno ricevuto solo uno specchietto di nomi e non la graduatoria complessiva dal comune di Allumiere”.
Ieri mattina i tre sindaci invitati hanno spiegato modi e tempi con cui hanno usufruito della procedura.
Anguillara ha inviato alcune richieste a diversi comuni: “Mentana, Genzano e Allumiere – ricorda Pizzigallo – abbiamo optato per la più recente”. Quella di Alluminere da cui ha attinto anche Bracciano.
“Il 4 febbraio – ricorda il primo cittadino Tondinelli – abbiamo chiesto la possibilità e ci sono forniti tre nomi. I primi due non accettano e la terza è stata assunta”. I tre dovrebbero proposti dovrebbero essere i primi disponibili in base al punteggio. Il primo cittadino solleva un dubbio in commissione.
“In base alla lista provvisoria – sottolinea Tondinelli – mi risulta che due candidati, che venivano prima di quella al 34esimo posto non sono stati interpellati”.
A Monterotondo invece: “Abbiamo avuto 16 rifiuti – spiega il sindaco Varone – prima di trovare i due dipendenti per l’amministrazione dall’elenco che c’è stato fornito. Rispettivamente il 57esimo e il 60esimo della graduatoria”.
La commissione è stata messa in piedi dopo che il consiglio regionale aveva attinto personale dalla graduatoria di Allumiere e diversi risultavano essere vicini a partiti politici, Pd in particolare. Una procedura di un piccolo centro di cui molti altri hanno deciso d’avvalersi, consiglio regionale compreso.
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