Soriano nel Cimino – Giocano con pistole ad acqua e un bimbo viene colpito alla testa da un anziano. E’ quanto sarebbe accaduto ieri mattina al Parco delle Paperelle a Soriano.
La mamma del bambino colpito alla testa, Elena Quarantelli, ha sporto denuncia ai carabinieri.
Il segno del colpo subito dal bambino
“I bambini – racconta alle forze dell’ordine – hanno iniziato a giocare tra loro e uno di questi aveva con se una pistola ad acqua, che si passavano a turno e si rincorrevano senza arrecare alcun disturbo. Seduto ad una panchina, tra il bar e l’area giochi, c’era un uomo dell’età apparente di circa 70 anni che aveva con se, presumo sua nipote, una bambina più o meno dell’età di mio figlio, e anche lei si rincorreva con lui”.
Poco dopo il piccolo si sarebbe fermato a poca distanza dall’anziano.
“In maniera repentina e inaspettata – prosegue la madre – l’uomo, che aveva sul braccio destro un giubbino, lo ha colpito alla testa, con il capo di abbigliamento. In quell’istante si è sentito chiaramente un rumore sordo, come se l’avesse colpito con un pugno. Sono subito scattata andandogli incontro, mentre mio figlio è scoppiato immediatamente a piangere, rimando immobile fino a quando una donna più vicina di me, lo ha afferrato prendendolo in braccio e mentre si allontanava verso il bar, rimproverava l’uomo
per il brutto gesto.
Immediatamente ho intimato all’uomo di non allontanarsi perché avrei chiamato i carabinieri, e mentre seguivo mio figlio all’interno del bar, l’uomo si è limitato a giustificarsi riferendo testuali parole ‘Non mi ricordavo di avere il telefono in tasca”.
Stando a quanto rilevato dalle forze dell’ordine, l’uomo si sarebbe girato di scatto colpendo inavvertitamente alla testa il bambino con il telefono che l’uomo aveva con sé.
Il bambino, 6 anni, ha subito un trauma cranico. “Su consiglio del medico sul posto – conclude Elena Quarantelli – abbiamo deciso di riportarlo a casa e tenerlo sotto osservazione per le successive 24/48 ore”.
Presunzione di innocenza – In caso di querela/denuncia
La querela/denuncia è semplicemente l’atto, di chi si ritiene persona offesa o pensa di aver rilevato irregolarità, per chiedere l’intervento della magistratura per procedere nei confronti dell’autore di un presunto reato. Si tratta di accuse di parte e tutte da dimostrare, quindi. L’indagato è tale per un atto dovuto.
Nel sistema penale italiano vige sempre la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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