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Viterbo - La messa alle ore 18,30 alla basilica di San Francesco alla Rocca

Domenica 13 giugno la festa di Sant’Antonio da Padova

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Viterbo – Con la consueta solennità verrà celebrata domenica 13 giugno, nella basilica di san Francesco alla Rocca, la ricorrenza del dies natalis di Antonio da Padova, santo molto venerato a Viterbo e in diversi centri della Tuscia, tra cui Bagnoregio, Acquapendente, Vetralla, Canepina, Vallerano, Caprarola e Orte.    


Viterbo - Basilica di San Francesco alla Rocca

Viterbo – Basilica di San Francesco alla Rocca


Le manifestazioni antoniane culmineranno alle ore 18,30 con la liturgia eucaristica presieduta dal superiore della  comunità francescana conventuale, P. Benone Butacu, che intesserà il panegirico del Santo dei miracoli. Al termine del rito, avverrà benedizione dei bambini e la distribuzione del pane di Sant’Antonio ai fedeli.

Nato a Lisbona intorno al 1195 da nobile famiglia, battezzato con il nome di Fernando, dopo essere stato ordinato sacerdote e aver ricevuto una solida formazione intellettuale presso i Canonici regolari di S. Agostino a Coimbra, entrò verso il 1220 nell’Ordine francescano, dove assunse il nome di Antonio. 
 
Nel 1221 Antonio era con i suoi confratelli al capitolo di Assisi; fu poi destinato all’eremo di Montepaolo, vicino a Forlì, dove trascorse un anno nel digiuno e nella contemplazione.
 
Riconosciute le sue qualità, gli venne conferito dal 1222 l’incarico di predicare e, nel 1223, anche di insegnare teologia a Bologna. In seguito, per due anni, dal 1224 al 1226, percorse la Francia meridionale predicando specialmente contro gli eretici. Fu nel corso di questo periodo che nacquero alcune delle tradizioni popolari che lo riguardano.
Alla morte di Francesco (4 ottobre 1226), Antonio  tornò in Italia e nel 1227 fu eletto provinciale per l’Italia del Nord . A Padova, dove morì il 13 giugno 1231, cominciò a scrivere i suoi sermoni e a questa città, dove sono conservati i suoi resti, è strettamente legato il suo culto. L’emozione popolare che colpì Padova alla morte di Antonio  segnò l’inizio di una grande devozione, testimoniata dall’erezione della basilica a cupole chiamata ‘il Santo’, devozione che nel Medioevo si diffuse soprattutto in Italia .
 
La sua canonizzazione, estremamente rapida, avvenuta il 30 maggio 1232, esaltò più la carità e lo zelo instancabile del frate minore che i suoi miracoli , ma il carattere delle versioni successive della sua vita, che ne accentuarono lo sfondo miracolistico, diede origine alla credenza nei poteri taumaturgici di Antonio che ne fanno uno dei santi più venerati della cristianità.

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12 giugno, 2021

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