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Santa Marinella - Gli investigatori: "Ospiti costretti a condizioni di vita penose"

Anziani lasciati sporchi e legati ai letti nella Rsa, operatori sanitari di Tarquinia tra gli indagati

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Santa Marinella – Maltrattamenti nella Rsa di Santa Marinella, anche tarquiniesi tra gli indagati. Si tratterebbe di due dipendenti della struttura del vicino comune in provincia di Roma. In totale sono diciassette le persone, tra infermieri e operatori sociosanitari, a cui i carabinieri hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari.


Carabinieri


L’inchiesta è stata coordinata dalla procura di Civitavecchia. “Le investigazioni svolte – rendono noto gli inquirenti – hanno permesso di accertare che gli indagati erano soliti lasciare gli anziani in stato di abbandono all’interno della sala ricreazione e delle camere di degenza (in particolare li lasciavano per diverse ore con i pannoloni sporchi, senza cambiarli), alimentarli con l’uso di siringhe contenenti cibo frullato che veniva spinto con violenza nella loro bocca quasi fino a farli soffocare, somministrare ai predetti benzodiazepine e antipsicotici al di fuori delle prescrizioni mediche, tenerli legati ai letti immobilizzandoli con le lenzuola, umiliarli con frasi offensive e derisorie e in taluni casi percuotendoli, così costringendoli a condizioni di vita penose“.

La maggior parte degli indagati sono di Civitavecchia. Ma anche di Santa Marinella, Tolfa e altre città del litorale laziale, oltre che di Tarquinia. A vario titolo sono indagati di “maltrattamenti in famiglia, sequestro di persona e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici”.

Gli approfondimenti dei carabinieri sono partiti dalla denuncia presentata dai familiari di un degente della Rsa. I militari della stazione di Santa Marinella e del nucleo operativo e radiomobile di Civitavecchia, dopo aver verificato le attività all’interno della struttura, hanno sequestrato e analizzato le cartelle cliniche dei pazienti.

Dalla Rsa Santa Marinella fanno sapere che “i fatti oggetto di contestazione risalgono a un periodo precedente all’attuale gestione della residenza. Sebbene molti degli operatori coinvolti nell’inchiesta non siano più impiegati nella Rsa, l’attuale gestione ha in ogni caso provveduto nell’immediato a disporre la sospensione cautelare di tutti i soggetti ancora operativi, in attesa che vengano chiarite le responsabilità relative a ciascuna posizione”.

E ancora: “Al fine di sottolineare la propria completa estraneità ai fatti oggetto di contestazione, la direzione ha altresì richiesto alla procura e ottenuto di poter accedere al fascicolo degli atti di indagine, in modo da valutare anche un eventuale intervento nel procedimento come danneggiata”.


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20 giugno, 2021

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