Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Cronaca - Per l'occasione viene promosso un dibattito online organizzato dal polo universitario penitenziario di Roma Tre e la cooperativa agricola sociale Orto - L'evento il 23 giugno dalle 15 alle 18,30

“Semi-Liberi”, al via la presentazione del progetto che include il carcere di Viterbo

Condividi la notizia:


Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – All’università di Roma Tre si parla di “cibo come strumento di reinserimento sociale” dei detenuti.


Viterbo - Il carcere di Mammagialla

Viterbo – Il carcere di Mammagialla


Il polo universitario penitenziario di Roma Tre e il corso di laurea in Scienze e culture enogastronomiche in collaborazione con il dipartimento di Scienze e la cooperativa agricola sociale Orto promuovono un incontro-dibattito in modalità a distanza mercoledì 23 giugno dalle 15 alle ore 18,30.

L’occasione è offerta dalla presentazione del progetto “Semi-Liberi. Agricoltura sociale in carcere” avviato nel 2017 dalla cooperativa Orto presso la casa circondariale di Viterbo.

Il progetto “Semi Liberi”, oltre a fornire strumenti formativi per i detenuti, ha la peculiarità di voler produrre alimenti particolari – i germogli di piante commestibili a elevato valore nutritivo – all’interno di un luogo che per vocazione non richiama i concetti di “benessere e salute”.

Questa importante esperienza offrirà lo spunto per una tavola rotonda che si annuncia di grande interesse.  

Un dibattito aperto per parlare di rieducazione e inserimento lavorativo delle persone private della libertà. Come sta cambiando l’attività rieducativa? È possibile trasformare un istituto di pena in luogo di costruzione di benessere? La produzione di eccellenza artigianale e agro-alimentare può essere un esempio di innovazione al servizio della collettività e di percorso rieducativo per i detenuti? Come può un consumatore essere attore dei percorsi di innovazione agricola e sociale?

L’università Roma Tre sarà rappresentata dal professore Giancarlo Monina, delegato del rettore per la formazione universitaria negli istituti penitenziari, e dalla professoressa Livia Leoni, coordinatrice del corso di laurea in Scienze e culture enogastronomiche, mentre il presidente della cooperativa Orto Marco Di Fulvio illustrerà le caratteristiche del progetto.

Alla tavola rotonda, moderata dallo scrittore Carmelo Musimeci, parteciperanno Daniela de Robert del garante nazionale per i diritti delle persone private della libertà personale; Natalina Fanti, responsabile servizi educativi della casa circondariale di Viterbo; Oscar La Rosa, Ceo di “Economia Carceraria” e Tony Urbani, ricercatore dell’Università della Tuscia.

L’incontro proseguirà con il contributo di Benedetta Calabresi, ex studentessa di Scienze e culture enogastronomiche e autrice della tesi “Il cibo come strumento di reinserimento sociale” e le testimonianze di Imma Carpiniello, Ceo della cooperativa Le Lazzarelle di Pozzuoli, e Agnese Inverni, Tutor del progetto “Semi Liberi” presso la serra della Casa Circondariale di Viterbo.

Concluderà l’incontro il presidente Marco di Fulvio.

L’accesso all’aula virtuale sarà consentito a partire dalle 14,50 tramite link.

Cooperativa agricola sociale O.R.T.O.


Condividi la notizia:
20 giugno, 2021

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/e-morta-irene-cara-vinse-loscar-per-fame-e-flashdance/