Viterbo – (g.f.) – “L’aeroporto a Viterbo è una chimera, argomento di propaganda”. Giacomo Barelli, consigliere comunale Forza civica, ha più di un dubbio sul ritorno nel dibattito politico dello scalo viterbese, su cui l’allora premier Monti fece dirottare ogni residua speranza di vederlo realizzato.
Oggi Mauro Rotelli, deputato FdI, lancia una sfida. In vista del Giubileo e del vicino porto di Civitavecchia, lo scalo potrebbe avere una diversa funzione, non in competizione con altri territori del Lazio. Tutt’altro che facile, per questo invita a fare squadra, un po’ come avvenuto per l’alta velocità a Orte.
Ma di questa squadra, Barelli non pare entusiasta di farne parte. “Prendo atto che se ne torna a parlare – ricorda Barelli – l’ultima volta che è successo era in intercettazioni della Dia. Io penso che dello scalo si debba parlare sollevando l’attenzione sul fatto che rappresenti una chimera, ma anche ponendo l’attenzione su possibili appetiti criminali.
Mi sarei aspettato, che quando alcune intercettazioni sono state rese pubbliche, che dalle forze politiche ci fosse stata una levata di scudi. Quando si tratta di grandi opere, certe attenzioni è bene tenerle ben presenti.
Il 6 luglio ne parleremo in un consiglio comunale straordinario che io ho richiesto, col supporto dell’opposizione che ringrazio, in particolare Pd e M5s, che hanno apposto le firme necessarie affinché si potesse convocare. Sarà presente Federico Cafiero de Raho, procuratore nazionale antimafia.
Una parte della criminalità almeno pone attenzione sulle grandi opere, aeroporto compreso.
Si tratta di argomenti importanti, cui prestare particolare attenzione. È compito delle forze politiche farsi sentire su questo”.
Rotelli (FdI): “Aeroporto Viterbo città dei Papi per il Giubileo 2025”
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