![]() Daniela Boltrini, candidata alle regionali |
![]() Alessandra Terrosi, candidata al Parlamento |
Riceviamo e pubblichiamo – Domenica si è svolto a Farnese, presso la sede del Partito Democratico, un incontro dal titolo “Quello che serve davvero”.
Le candidate Alessandra Terrosi e Daniela Boltrini, rispettivamente candidate al Parlamento e al consiglio regionale del Lazio, hanno tenuto un incontro pubblico al quale hanno partecipato molti cittadini residenti nell’Alta Tuscia.
Dopo i loro interventi le candidate hanno ascoltato i cittadini e hanno risposto a tutte le loro domande e interpellanze.
Tanti i temi trattati riguardanti sia la situazione generale della Regione Lazio che problematiche specifiche della zona. Farnese ed Ischia di Castro stanno assistendo, loro malgrado, ad un forte abbandono di questi territori da parte dei giovani che non trovano sbocchi lavorativi e professionali.
La zona possiede bellezze naturali invidiabili, si pensi alla importanza naturalistica della riserva del Lamone o alla ricchezza archeologica della zona di Castro, che potrebbero divenire un vero e proprio volano per l’economia, se opportunamente valorizzate. Il territorio può dare lavoro a molti giovani che sono l’altra ricchezza del territorio, una ricchezza di capitale umano che nessuno può permettersi di perdere.
Quello che serve davvero era il titolo dell’incontro. Cosa serve davvero secondo le due candidate?
Serve un turismo nuovo, ecocompatibile e moderno. Ma anche ridare un impulso ad agricoltura ed allevamento, sempre in un’ottica integrata e di sistema che sappia conciliare modernità, recupero e rispetto per l’ambiente (fattorie didattiche, alberghi diffusi).
“Serve per il nostro territorio orientare un modello di sviluppo che vada di più verso quei cardini che da sempre sono stati i punti di forza della nostra Provincia – dichiara la Terrosi – un’agricoltura rispettosa dell’ambiente in grado di offrire professionalità e competenza, in grado di garantire il presidio del territorio, bisognosa però di investimenti per l’innovazione, la ricerca, di politiche europee che aumentino la tutela dei nostri prodotti di qualità”.
“Servono politiche ambientali – prosegue Daniela Boltrini -. In un sistema integrato come quello che immaginiamo, fondamentale è la salvaguardia dell’ambiente. Il problema della potabilità dell’acqua nella provincia di Viterbo è ormai divenuto un’emergenza. Occorre affrontare di petto la questione dell’arsenico, attraverso l’attuazione organica e puntuale di provvedimenti che permettano di poter usare serenamente l’acqua del rubinetto di casa. Anche la questione rifiuti va affrontata subito.
Un recente decreto prevede la distribuzione dell’immondizia di Roma in tutto il Lazio, ma la provincia di Viterbo non può diventare la pattumiera della capitale. Puntare quindi sulla raccolta differenziata e sulla trasformazione dei rifiuti in risorse. In questo la Tuscia può e deve diventare un modello. Ci batteremo per inquinare meno, incentivando la diffusione di impianti che sfruttino le energie rinnovabili anche all’interno di realtà produttive”.
Secondo la Terrosi i nostri territori possono avere un’opportunità se garantiamo collegamenti, in particolare quelli ferroviari, più moderni, al servizio dei pendolari ma anche dei turisti, connessioni veloci a beneficio di tutti i comuni che permettano ai nostri giovani di studiare e lavorare in contatto continuo con il resto del mondo; se saremo in grado di creare un sistema Paese che leghi tra loro tutte le ricchezze di cui siamo in possesso e se sapremo promuoverlo.
Per Daniela Boltrini serve soprattutto un servizio sanitario efficiente, poiché la qualità della vita dipende molto anche dalla qualità dei servizi sanitari presenti sul territorio.
“La situazione attuale – dice la Boltrini – è una sanità in condizioni davvero critiche, fatta di chiusure, dismissioni e inefficienze. Noi ci impegneremo ad invertire questa tendenza perché i cittadini si riapproprino del pieno diritto alla salute: razionalizzazione degli ospedali, creazioni di presidi sanitari sul territorio, che fungano da base rapida e snella di assistenza. La Regione Lazio dovrà ridisegnare una nuova sanità più vicina ai malati e ai disabili, che tuteli e incentivi le professionalità”.
Le due candidate sono fermamente convinte che solo il Partito Democratico può cambiare il rapporto del Paese con la politica, rendendo il primo più partecipe e la seconda meno dispendiosa e lontana dalle esigenze di tutti. La discussione deve tornare nei territori, tra la gente e per la gente.
Noi donne, per la prima volta in numero così consistente, avremo la possibilità di rappresentare tutte le altre donne, di dare volti e voci a tutte coloro che hanno per anni lavorato in silenzio ma con tenacia sapendo che non avrebbero ricoperto ruoli da protagoniste.
Soprattutto potremo agire per garantire una battaglia condivisa affinché le donne meritevoli possano, senza le discriminazioni che vengono ancora perpetrate, vedere riconosciute le proprie legittime aspirazioni. La stessa battaglia tenace sarà orientata a produrre strumenti legislativi e culturali atti ad affrontare e sconfiggere quella violenza diretta alle mogli, fidanzate, compagne e figlie che solo nel 2012 ha fatto circa una vittima al giorno.
Il lavoro che ci attende è impegnativo, concludono le candidate, siamo consapevoli che non sarà facile risolvere i tanti problemi che affannano il Paese.
Ma una cosa è certa, non si può intraprendere un nuovo modello di sviluppo prescindendo dalla necessità di una dirigenza politica rinnovata, in cui il protagonismo delle donne e dei giovani sia più forte.
La risorsa per superare la crisi è anche nell’energia e nella vitalità del rinnovamento. Quello che serve davvero è ripartire da qui per creare il futuro che ci attende.
Circolo Pd di Caprarola
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