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Roma - Il presidente del consiglio Mario Draghi, insignito all'Accademia dei Lincei del premio Feltrinelli: “Oggi è giusto indebitarsi, ma conta l'uso che si fa delle risorse impiegate”

“Ora è il momento di coniugare efficienza con equità, crescita con sostenibilità, tecnologia con occupazione”

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Roma – “Ora è il momento di coniugare efficienza con equità, crescita con sostenibilità, tecnologia con occupazione”.

Così il presidente del consiglio Mario Draghi all’Accademia dei Lincei, dove è stato insignito del premio Feltrinelli. Alla cerimonia erano presenti anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, i presidenti di Senato e Camera, i ministri degli Affari esteri Luigi Di Maio e dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa.

“Ho molti motivi per essere grato all’Accademia dei Lincei nella giornata di oggi – ha spiegato Draghi -. Il prestigioso Premio Feltrinelli. La motivazione con cui mi è stato dato. La possibilità di pronunciare questa lezione in un luogo che fa della ricerca la stella polare della sua esistenza, in un luogo reso illustre dai meriti scientifici dei suoi membri”.

“A più di un anno dall’esplosione della crisi sanitaria, possiamo finalmente pensare al futuro con maggiore fiducia. La campagna di vaccinazione procede spedita, in Italia e in Europa – ha spiegato il premier -. Dopo mesi di isolamento e lontananza,abbiamo ripreso gran parte delle nostre interazioni sociali.L’economia e l’istruzione sono ripartite. Dobbiamo però essere realistici. La pandemia non è finita. Anche quando lo sarà,avremo a lungo a che fare con le sue conseguenze. Avremo a lungo a che fare con le sue conseguenze. Una di queste è il debito”. 


Mario Draghi

Mario Draghi


“La crisi economica iniziata lo scorso anno non ha precedenti nella storia recente – ha aggiunto Mario Draghi -. Si è trattato di una recessione causata in gran parte da decisioni prese consapevolmente dai governi. Per prevenire una diffusione catastrofica del virus abbiamo dovuto imporre restrizioni che hanno portato alla chiusura di molti settori dell’economia. Non avevamo alternative. Dobbiamo crescere di più anche per contenere l’aumento del debito. Se portiamo il tasso di crescita strutturale dell’economia oltre quello che avevamo prima della crisi sanitaria, saremo in grado di aumentare le entrate fiscali abbastanza da bilanciare l’aumento del debito che abbiamo emesso durante la pandemia. Potremo inoltre creare domanda aggiuntiva per le aziende, riducendo il rischio di default e dunque il costo dei programmi di garanzie statali sui debiti d’impresa. Sono obiettivi non solo auspicabili, ma anche raggiungibili”.

“Oggi è quindi giusto indebitarsi, ma questo non è sempre vero. Questo mi porta a una distinzione a cui avevo accennato qualche mese fa, tra quello che chiamo ‘debito buono’ e quello che chiamo ‘debito cattivo’. Ciò che rende il debito buono, o cattivo, è l’uso che si fa delle risorse impiegate – ha proseguito -. Questa distinzione è particolarmente importante in una fase di transizione come quella attuale, in cui possono essere più marcate le differenze di produttività trai progetti in cui è possibile investire. Per l’Italia questo è un momento favorevole. Le certezze fornite dall’Europa e dalle scelte del governo, la capacità di superare alcune di quelle che erano considerate barriere identitarie, l’abbondanza di mezzi finanziari pubblici e privati sono circostanze eccezionali perle imprese e le famiglie. Ma è anche il momento favorevole per coniugare efficienza con equità, crescita con sostenibilità,tecnologia con occupazione. È un momento in cui torna a prevalere il gusto del futuro. Viviamolo appieno, con determinazione e con solidarietà”.


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1 luglio, 2021

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