Viterbo – Si complica l’iter per la manifestazione di interesse, scaduta il 4 giugno, per fare entrare i privati in Talete. Secondo il comitato Non ce la beviamo: “Il prefetto – spiegano Francesco Lombardi e Paola Celletti del comitato – ha risposto a un nostro esposto e ha detto che le regole vanno rispettate. Vale a dire che prima di avviare la privatizzazione della Talete si devono modificare lo statuto della Talete e la convenzione di cooperazione, ossia il contratto tra i comuni. Questa cosa è stata riconosciuta anche da Ato e Talete”.
Lombardi e Celletti hanno dato la notizia in conferenza stampa, in via Garbini nella sede del sindacato Usb.
Subito dopo l’assemblea dei sindaci Talete dello scorso aprile, con Genova già amministratore, il comitato aveva rivolto al prefetto Giovanni Bruno un esposto in cui chiedeva chieda a in merito al percorso che aveva portato alla manifestazione di interesse, pubblicata a maggio da Talete, per cedere il 40% delle quote della società ai privati. La risposta complica di fatto l’iter per la manifestazione di interesse i cui termini sono scaduti all’inizio di giugno e che avrebbero visto la partecipazione di alcuni soggetti interessati alle quote della società.
“Prima di rispondere al comitato – hanno detto Lombardi e Celletti – il prefetto ha chiesto chiarezza anche a Talete e Ato, ossia a Genova e Nocchi della provincia che hanno anch’essi riconosciuto la necessità di modificare statuto e convenzione altrimenti non si può procedere alla privatizzazione delle quote”.
Che fine farà adesso la manifestazione i cui termini sono scaduti il 4 giugno ancora non si sa. Dovrà essere rifatta da capo, ma non prima delle mofiche? Verrà ugualmente scelta l’offerta migliore in attesa poi delle modifiche dello statuto? Il cerino è in mano a Talete.
“Al momento – raccontano in conferenza stampa Lombardi e Celletti – mancando ancora gli atti e i verbali della conferenza dell’Ato dell’aprile 2021, non si dovrebbe dare corso a nessuna delle decisioni prese. Invece è stata indetta una gara relativa a una sola proposta, ossia quella del socio privato, con risultati anch’essi misteriosi. Fino ad ora mancano del tutto riferimenti ad atti concreti per individuare e realizzare percorsi diversi dalla vendita, o meglio di un grazioso regalo, del 40% delle azioni, su cui, giustamente, è intervenuto il prefetto per chiedere il rispetto delle regole”.
Daniele Camilli
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY