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Impianto geotermico a Castel Giorgio - Interrogazione della deputata Daga (M5s) al capo del dicastero della transazione ecologica

“Il ministro non reputa opportuna una nuova e più attenta valutazione di impatto ambientale dopo quanto accaduto a Strasburgo?”

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Protesta contro la geotermia

Protesta contro la geotermia

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Interrogazione della deputata Daga (M5s) dell’8 luglio 2021 al ministero della transazione ecologica sulla geotermia a Castel Giorgio.

Daga al ministro della transizione ecologica per sapere, premesso che il 26 giugno 2021, una scossa di terremoto di magnitudo 3,9 sulla scala Richter si è verificata in Francia, nei pressi di Strasburgo. Le analisi dei sismologi francesi hanno evidenziato che si tratta in parte di terremoti “innescati” ossia dovuti a modificazioni irreversibili nel sottosuolo.

A dicembre 2020, l’impianto geotermico binario di Strasburgo, dopo un terremoto di magnitudo 3,5, è stato definitivamente chiuso per ordine della prefettura, che lo ha ritenuto pericoloso. Fonroche, la società che gestisce l’impianto, ha ammesso che le scosse erano legate all’attività dell’impianto geotermico. Dopo la chiusura forzosa dell’impianto si sono susseguiti due fenomeni sismici “indotti” di assestamento di magnitudo 2,5 il 25 dicembre e dopo quasi due mesi un altro di magnitudo 3,5.

Il consiglio dei ministri, il 31 luglio 2019, ha autorizzato la società Itw Lkw Geotermia Italia spa, relativamente all’impianto pilota geotermico binario nel comune di Castel Giorgio (Terni), il quale utilizzerà una tecnologia simile a quella dell’impianto di Strasburgo chiuso d’urgenza perché ritenuto pericoloso.

Gli impianti geotermici “binari” non rilasciano in atmosfera emissioni climalteranti, ma riemettono nel sottosuolo il fluido geotermico, operazione che potrebbe causare una sovrapressione del pozzo e l’innesco di sismicità, come avvenuto a Strasburgo.

Il parere positivo della commissione tecnica Via/Vas all’impianto pilota geotermico di Castel Giorgio risale al 31 ottobre 2014. L’iter autorizzativo dell’impianto geotermico pilota di Castel Giorgio è stato oggetto di precedenti interrogazioni parlamentari, che hanno ben messo in evidenza le criticità ambientali dell’impianto (interrogazione a risposta in commissione numero 5-04086 presentata dall’interrogante e interrogazione a risposta scritta numero 4/03472 del senatore Battistoni).

Oltre trenta sindaci dei comuni limitrofi all’area interessata, vari rappresentanti della provincia di Viterbo, della regione Umbria e della regione Lazio e numerose associazioni di liberi cittadini hanno presentato diversi ricorsi al Tar. Con l’ultima sentenza numero 1897 del 16 febbraio 2021, il Tar del Lazio ha accolto il ricorso dei comuni di Acquapendente, Allerona, Bolsena, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Grotte di Castro, Montefiascone e Orvieto, riconoscendo l’illegittimità della deliberazione del consiglio dei ministri del 31 luglio 2019 e bloccando l’autorizzazione rilasciata alla società Itw-Lkw Geotermia Italia spa all’impianto pilota geotermico binario nel comune di Castel Giorgio.

La società Itw-Lkw ha presentato ricorso al consiglio di stato contro la sentenza del Tar. La sentenza avrà sarà emessa il prossimo 16 settembre e sarà una sentenza definitiva. Lo stesso ministro dello sviluppo economico pro tempore, in data 18 settembre 2020, nella risposta all’interrogazione numero 4-03472, ha concluso rimandando “al ministero dell’ambiente ogni ulteriore e nuova valutazione relativamente alla sismicità dei luoghi interessati dall’impianto di Castel Giorgio”.

Se il ministro interrogato, alla luce dei fatti sopra riportati e in nome del principio di precauzione, non reputi opportuno predisporre una nuova e più attenta valutazione di impatto ambientale, anche alla luce di quello che è accaduto a Strasburgo.

Coordinamento Orvietano, Tuscia e Lago di Bolsena
Fausto Carotenuto, Comitato per la Salute del Territorio e della Popolazione di Castel Giorgio, Amelia Belli, Associazione Accademia Kronos-sezione di Orvieto, Orvieto; Filippo Belisario, Associazione WWF – sezione di Orvieto, Orvieto; Lucio Riccetti, Associazione Italia Nostra- sezione di Orvieto, Orvieto; Vittorio Fagioli, Comitato Interregionale Salvaguardia Alfina (CISA), Orvieto; Mauro Corba, Associazione Altra Città, Orvieto; Anna Puglisi, Associazione La Renara per l’Eco sviluppo del territorio, Castel Giorgio; Annalisa Giulietti, Comitato di Castel Giorgio in massa contro la biomassa, Castel Giorgio; Donato Borri, Comitato garanzie per la centrale a biomasse a Castel Viscardo, Castel Viscardo; Marco Carbonara, Associazione sviluppo sostenibile e salvaguardia Alfina, Acquapendente; Piero Bruni, Associazione lago di Bolsena, Bolsena; Stefano Ronci, Comitato tutela e valorizzazione Valli Chiani e Migliari, Ficulle; Massimo Luciani, Associazione Il Ginepro, Allerona; Riccardo Testa, Associazione il Riccio, Città della Pieve.


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10 luglio, 2021

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