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Politica - Elezioni regionali - Riccardo Valentini, docente di Agraria all'università della Tuscia, racconta come è nata la sua candidatura nel listino di Zingaretti

Uno scienziato viterbese alla Pisana

di Maria Letizia Riganelli
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Riccardo Valentini

– Un ottimista preoccupato. Si definisce così Riccardo Valentini, scienziato e docente del dipartimento Dibaf dell’Università della Tusciae, candidato nel listino di Nicola Zingaretti (Pd) per la regione Lazio.

“Sono un ottimista preoccupato nel senso che sono ottimista e speranzoso per il futuro, ma allo stesso tempo anche preoccupato. Prima delle grandi sfide si passa la notte in bianco per la preoccupazione… Presto, però, spero di poter dire che sono solo ottimista”.

Preoccupazione che potrebbe sparire tra qualche giorno. In caso di vittoria della coalizione di centrosinistra Riccardo Valentini ha la elezione in tasca, visto che si trova nel listino del candidato presidente.

Professore come è nata la sua candidatura?
“Sinceramente non so chi abbia fatto il mio nome a Nicola Zingaretti, quello che so è che il candidato presidente è rimasto soddisfatto del mio curriculum e ha deciso di chiamarmi. Mi ha raccontato che ha anche visto una mia intervista su Youtube”.

Quindi Zingaretti si è informato su di lei?
“Il fatto che Zingaretti mi abbia chiamato per il mio curriculum mi ha folgorato. Il metodo con cui ha scelto i candidati del listino, che rappresentano il 20% dell’assemblea della Pisana, mi ha impressionato positivamente.

Il listino prima era un modo per accontentare i vari partiti della coalizione. Zingaretti invece ha chiamato solo persone con un curriculum e una professionalità specifica. Proprio perché vuole rimettere in moto la macchina della Regione e alzare la qualità del lavoro”.

E’ molto probabile che diventi assessore, in caso di vittoria del centrosinistra…
“Di questo non ne abbiamo mai parlato. Sono stato chiamato per quello che so fare e metterò la mia professionalità al servizio”.

Ambiente o agricoltura?
“Due cose che non sono incompatibili. Anzi rappresentano la sfida per il futuro. Ma dobbiamo cambiare approccio e metodo, rispetto a quello che è stato fatto finora. In entrambi i settori si può lavorare per aumentare la qualità. A Viterbo, ad esempio, non sono state sviluppate ancora tutte le possibilità del territorio sia in termini di agricoltura che in termini ambientali e perché no di beni culturali. Sono viterbese e orgoglioso di esserlo, sono legato alla nostra terra e ai prodotti, e credo che si possa fare ancora molto”.

Come vive il passaggio questa nuova dimensione di scienziato prestato alla politica?
“La politica non è la mia professione. La mia salita in campo è una decisione presa per mettere a disposizione la mia esperienza alla comunità. Mi sono occupato e mi occupo ancora di progetti importanti sui problemi climatici e dell’agricoltura e da questo lavoro traggo molta soddisfazione. Ho un’esperienza in campo di green economony e di politica non sono del tutto a digiuno.

Ho partecipato ai negoziati per il protocollo di Kyoto e so cosa significa contrattare e lavorare con i politici. Quello che mi preoccupa è lasciare un gruppo di giovani ricercatori. Anche loro sono preoccupati ma sono sicuro che riusciranno ad andare avanti con le loro gambe, li ho formati mettendoli di fronte alle difficoltà e sanno farcela”.

In questi giorni tutto il Lazio vive l’emergenza rifiuti. Cosa pensa non abbia funzionato?
“C’è stata un’incapacità nel gestire i problemi quando si presentano. Così facendo diventano cronici e accadono cose come quelle a cui stiamo assistendo in questi giorni, che vanno dai rifiuti all’arsenico. Va cambiato il metodo e la gestione.

Certo, promettere miracoli in questo momento sarebbe ridicolo. Ma basterebbe informare meglio i cittadini  e mettere in campo tutte le forze che ci sono. Il Lazio è la regione con la più alta densità di conoscenze umana. Perché non sfruttarle? C’è una potenza che non viene sfruttata. Come non vengono sfruttate le tecnologie innovative. Io per cercare di risolvere queste situazioni e tutte le altre assicuro di mettere in campo competenza, impegno e servizio. E perché no tutto il mio ottimismo. Quello che nella vita mi ha permesso di intraprendere sfide e vincerle”.

Maria Letizia Riganelli


Curriculum vitae di Riccardo Valentini

 

Università degli studi della Tuscia

Dipartimento per l’Innovazione nei Sistemi Biologici, Agroalimentari e Forestali

Via S. Camillo de Lellis 01100 Viterbo

 

Dati personali

Nato a Tuscania il 11.12.1959

Residente a Viterbo

Stato civile: coniugato, due figlie

 

Breve presentazione

Si è laureato in Fisica nel 1985, nel 1987 è diventato Ricercatore presso Università della Tuscia. Nel periodo 1990- 1991 ha svolto attività di ricerca presso il Department of Plant Biology della Carnegie Institution of Washington (Stanford, California – USA). Nel periodo 1993-1994 ha lavorato presso il Joint Research Center della Commissione Europea (Ispra, Varese). Dal 2000 è Professore ordinario presso l’Università degli Studi della Tuscia.

Il prof. Riccardo Valentini si è occupato di ricerca nel settore ambientale con particolare riferimento alle problematiche connesse con l’attuazione delle convenzioni internazionali per la protezione dell’ambiente globale. Il Prof. Valentini in particolare è stato il pioniere delle ricerche che hanno riguardato il ruolo dei sistemi agricoli e forestali per l’attuazione delle convenzioni delle nazioni unite nei cambiamenti climatici e l’effetto serra. Per questa attività ha conseguito, insieme agli scienziati dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) il Premio Nobel della Pace nel 2007.

Premi e riconoscimenti

Premio Nobel della Pace insieme agli scienziati dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC)

Laurea Honoris Causa in Scienze Agraria presso l’Università di Gembloux in Belgio.

Vincitore del Zayed International Prize for the Environment insieme agli autori del

Millennium Ecosystem Assessment

Vincitore del Norbert Gerbier-Mumm International award 2004

Vincitore del Advanced Senior Grant del European Research Council (2010)

Professore onorario presso l’Accademia Tymiriazev di Mosca.

Il Prof. Valentini figura al 56° posto.

Esperienze di ricerca e dirigenza in istituzioni internazionali

Membro dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC). E’ attualmente coordinatore del capitolo “Europa” del 5° rapporto sui cambiamenti climatici

Presidente del Comitato Scienza e Tecnologia della Convenzione ONU per la lotta alla Desertificazione (UNCCD).

Presidente del comitato plenario e membro del Bureau della Convenzione delle Nazioni Unite (UNCCD)

Nell’ambito di questa convenzione ha promosso molti progetti di cooperazione con i Paesi in via di sviluppo e con l’Africa. Ha svolto un ruolo importante di negoziato in ambito Nazioni Unite per l’implementazione della convenzione sulla lotta alla desertificazione sia nel ruolo di indirizzo della ricerca e trasferimento tecnologico, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, che successivamente in qualità di membro “ex officio” del Bureau su questioni di natura più ampia riguardanti i meccanismi politici e finanziari della cooperazione internazionale.

Presidente del Global Terrestrial Observation System. Il programma GTOS è un programma di ricerca operativa delle Nazioni Unite, finanziato dall’ICSU, UNESCO, FAO, World Meteorological Organization e UNEP. Il prof. Valentini cura gli aspetti di coordinamento scientifico, rapporto con gli sponsors e relazioni internazionali con altri programmi di osservazione (esempio Global Climate Observation System e Global Ocean Observation System).

Membro del comitato scientifico (“Fachbereich”) del Max Plank Institute di Biogeochimica di Jena (Germania). In qualità di membro del comitato ha curato la transizione ed il reclutamento di due nuovi direttori dell’istituto, nonché analisi e strategie di sviluppo di ricerca per la costituzione di un nuovo dipartimento. E’ stato nominato rappresentante del comitato Fachbereich per negoziare in incontri bilaterali con il presidente della fondazione Max Plank gli aspetti di natura scientifica ed organizzativa del personale dell’Istituto.

Membro del comitato scientifico del Millennium Ecosystem Assessment. In questa veste ha curato l’edizione del Rapporto globale sui servizi ecosistemici, coordinando il lavoro editoriale di circa 2500 scienziati.

Membro del Comitato scientifico del Global Carbon Project (GCP) della Earth system Partnership. Qui ha svolto il ruolo di coordinare diverse iniziative, in ambito ICSU, sullo studio del Carbon Cycle attraverso pubblicazioni e l’organizzazione di workshops internazionali, nonché nello sviluppo della strategia di ricerca internazionale in questo settore.

Membro del Comitato Biogeoscience della European Geophysical Society. Ha curato le diverse edizioni della EGS, nonché in modo particolare la selezione dei candidati per l’attribuzione del premio Vladimir Vernadsky della EGS.

Esperienza di gestione di enti ed organismi di ricerca ed università e problematiche connesse al personale ed attività di programmazione nazionale.

E’ stato per 6 anni (2002-2008) direttore di Dipartimento universitario, dove ha affrontato problematiche riguardanti la gestione dei laboratori di ricerca, il reclutamento del personale tecnico ed accademico, la gestione delle risorse finanziarie.

E’ stato per 6 anni membro del Consiglio di amministrazione dell’Università della Tuscia, dove si è occupato delle problematiche di pianificazione edilizia e di bilancio dell’ateneo.

E’ stato membro del Consiglio di Amministrazione del Centro Euromediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC) occupandosi soprattutto della gestione del FISR e delle problematiche connesse alla nascita del consorzio di ricerca.

E’attualmente Direttore della Divisione Impatti dei Cambiamenti Climatici sugli ecosistemi agricoli forestali e naturali del CMCC.

E’ stato coordinatore del progetto FISR CarboItaly

E’ stato presidente della Commissione sui Cambiamenti Globali del CNR.

E’ responsabile per conto del Ministero dell’Ambiente, del Territorio e del Mare dei negoziati per la politica del Clima. In questo ambito ha seguito fin dal 2000 tutte le attività di negoziato per l’inclusione delle attività agricole e forestali nel Protocollo di Kyoto, gli Accordi di Marrakesh e l’attuale discussione sulle politiche post- Durban E’ stato membro della delegazione governativa per il G8 Ambiente a GlenEagles (UK)

E’ responsabile per conto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali della task force Rete Rurale “Bioenergie”.

Coordinamento di progetti di ricerca Europei

E’ stato coordinatore e responsabile scientifico di unità di numerosi progetti di ricerca europei. I progetti europei hanno coinvolto tipicamente consorzi di ricerca in un intervallo minimo da 15 a 80 partners. Tra questi, quelli di cui è stato coordinatore europeo di progetto sono:

1996 . Coordinatore del progetto EUROFLUX Project (ENVCT 0095-0078). Long term carbon dioxide and water vapour fluxes of. European forests and interactions with the Climate System

1997 –Coordinatore del EC Environment and Climate (ENRICH) programme EURASIA-NET A contribution to the development of a joint Europe Asia collaboration in understanding carbon and water exchanges of terrestrial ecosystems.

1999 – Coordinator of the EU programme CARBOEUROFLUX – An investigation on carbon and energy exchanges of terrestrial ecosystems in Europe EVK2-CT1999-00032.

1999 – Coordinator of the EC programme CARBODATA – Carbon balance estimates and resource management support with data from project networks implemented art European continental scale. EVK2-CT1999-00044.

2000 – Chairman of the CARBOEUROPE cluster of EU projects dealing with the Carbon balance of Europe.

2002 – Coordinator of the EC project “CarboEurope GHG concerted action aiming to understand and quantify the European budget of greenhouse gases.

2006 – Coordinatore del progetto CARBOAFRICA “Quantification, understanding and prediction of carbon cycle, and other GHG gases, in Sub-Saharan Africa”

2010 – Coordinatore del progetto CLIMAFRICA “ Climate change predictions in Sub-Saharian Africa : impacts and adaptations”

2010 Coordinatore del progetto AFRICA GHG-ERC “The role of African tropical forests on the Greenhouse Gases balance of the atmosphere”

E’ focal point italiano, nonché membro del consorzio ESFRI ICOS per le infrastrutture di ricerca.


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28 gennaio, 2013

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