Roma – “I festeggiamenti sul bus della nazionale? Erano vietati. La Figc non ha rispettato i patti”. È in un’intervista al Corriere della Sera che il prefetto di Roma Matteo Piantedosi spiega cosa è accaduto nella capitale lunedì scorso al rientro della nazionale italiana reduce della vittoria degli Europei a Wembley. E lo fa con non poca amarezza.
Euro2020 – Il bus scoperto degli Azzurri a Roma
“Avevamo negato il permesso a festeggiare la vittoria dell’Italia agli Europei sull’autobus scoperto” sottolinea, spaventato anche dalle possibili conseguenze a livello di risalita di contagi che si potrebbero registrare nelle prossime settimane.
“Venerdì scorso abbiamo convocato un comitato per l’ordine e la sicurezza. Io avevo concordato la linea con la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese e con il capo della polizia Lamberto Giannini” prosegue. Si sarebbe potuto e dovuto festeggiare, ma con modalità diverse. Come ad esempio con “una pedana da montare in piazza del Popolo, in pieno centro a Roma, dove far salire i giocatori che in questo modo potevano festeggiare con i tifosi”. Un’alternativa “praticabile perché ci consentiva di tenere sotto controllo la folla in un unico luogo, verificando anche che le persone indossassero le mascherine come prevede il decreto in vigore quando ci sono gli assembramenti”.
Dopo la visita dal presidente della repubblica Sergio Mattarella al Quirinale e a Palazzo Chigi dal premier Mario Draghi, le cose poi sono andate diversamente. “Poco dopo l’uscita dal Quirinale – ricostruisce il prefetto Piantedosi -, si è aggregato un autobus scoperto con la livrea e le scritte dedicate ai campioni d’Europa. Fermarlo a quel punto avrebbe potuto creare problemi di ordine pubblico. C’erano già migliaia di persone in attesa in giro per la città”.
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