Roma – Ddl Zan, secondo round in Senato per la legge contro l’omotransfobia.
Senato – La discussione sul ddl Zan
L’Aula, che ha iniziato i lavori dalle 9.30, non ha approvato la sospensiva al ddl presentata da Lega e Forza Italia. Ma c’è un solo voto di scarto: i contrari alla sospensiva sono stati 136, a favore sono stati in 135. Nessun astenuto.
Il provvedimento dunque prosegue, non ci sarà un ritorno in commissione Giustizia, ma lo stallo politico permane e gli schieramenti sono sempre gli stessi: Fi, FdI, Lega contro il provvedimento, Pd, M5s, LeU a favore del testo approvato dalla Camera, con Italia viva e Autonomie a fare da ago della bilancia.
“Immaginate cosa potrà accadere con il voto segreto”, ha commentato il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, dopo il solo voto di scarto sulla votazione. “Per quanto riguarda la legge Zan, i numeri sono a rischio al Senato; e siccome sono a rischio, serve un grande accordo perché a scrutinio segreto questa legge non passa. Chi vuole andare allo scontro lo sta facendo per affossare la legge. Io sono per una legge che tuteli i ragazzi gay, i ragazzi trans. Si cambino gli articoli 1 4 e 7 e si va a chiudere alla Camera nel giro di 15 giorni”, ha sottolineato ancora.
“Se Letta e il Pd insistono a non voler ascoltare, dialogare e trovare una soluzione, la legge è morta”. Così Matteo Salvini, commentando il no alla sospensiva. “La legge – ha continuato – non verrà mai approvata e non perché Salvini è brutto e cattivo, togliamo i bambini dalla contesa e approviamo un testo che unisce tutti, se già passa la sospensiva solo per un voto, vuol dire che la legge non andrà lontano”. “Ora – conclude il leader della Lega – tutto dipende dal Pd, se vogliono dialogare ci siamo, altrimenti è finita”.
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