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Viterbo - L'intervento dei ragazzi del Pd per il giorno della memoria

Gd: “Mantenere vivo il ricordo di Auschwitz”

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Un'immagine di Viterbo

Viterbo

Riceviamo e pubblichiamo – Il 27 gennaio si celebrerà il 58esimo giorno della Memoria, data in cui nel 1945 l’Armata Rossa ha abbattuto i cancelli di Auschwitz, rivelando al mondo intero di che portata era la tragedia che per mano del regime nazionalsocialista aveva investito l’Europa.

E a quel punto l’orrore colse tutte le democrazie mondiali, mai nella storia si era verificato un evento di tale portata.

Milioni di ebrei trucidati, portati via dalle loro case e deportati nei campi di concentramento, privati dei diritti innati e inalienabili dell’individuo, e infine sterminati.

Il loro unico crimine era quello di essere ebrei, o appartenenti a minoranze etniche. Nessun’ altra ragione aveva spinto Hitler a compiere questo abominio, il suo unico obiettivo era la cancellazione totale di questi poveri individui dalla faccia della terra. Il genere umano fino ad allora non aveva mai raggiunto picchi così elevati di brutalità, cieca e terribile.

Mai più dovrà accadere niente del genere, tuttavia l’idea che nel parlamento greco sia presente un partito neo-nazista fa sussultare.

La crisi economica è terreno fertile per la nascita di movimenti autoritari, ma la storia ci ha insegnato che bisogna essere più che mai irremovibili nei confronti di certi atteggiamenti nazionalistici e xenofobi.

Per questo risulta abbastanza assurdo sentire che qualche “benpensante” affermi che posizioni dichiaratamente autoritarie e antifasciste siano vecchie o anacronistiche e che ormai i problemi della gente siano altri e solamente ascrivibili all’economia.

Allora, ci sarebbe da domandarsi, quale è il nuovo? Quello che dice che l’antifascismo non è un problema suo? Certo che a sentire cose di questo genere c’è da rimanerci basiti.

Se l’antifascismo è una tematica estranea a una certa linea di pensiero, allora anche il concetto di uguaglianza, di diritti, di solidarietà vengono sentiti estranei, insomma, per farla breve, l’essenza stessa della democrazia.

Per muoversi verso qualsiasi orizzonte di futuro bisogna sì guardare avanti, ma senza ignorare cosa è accaduto prima e condannare senza tentennamenti o esitazioni gli orrori più grandi che il genere umano è stato in grado di compiere.

Il ricordo non deve essere individuale, ma collettivo, non inserito nel dna  di una persona, ma ineliminabile nella memoria storica di un intero popolo.

Il compito di mantener vivo questo ricordo tocca alla politica, che non può solamente limitarsi a gestire l’economia quando il suo principale compito è quello di tener vivo lo spirito culturale di un popolo.

Questo i nostri padri costituenti lo sapevano bene e la Costituzione Italiana, che è la più bella del mondo, si basa proprio sul presupposto di non dimenticare. Mai.

Il Pd e i Gd vogliono mantener viva questa memoria. Noi pensiamo che non sia anacronistico, ma più che mai attuale continuare a esprimere solidarietà alle vittime delle atrocità naziste e una ferma condanna a ogni forma di xenofobia , di autoritarismo o di violazione dei diritti della persona.

Noi pensiamo che i giovani siano il futuro, ma pensiamo anche che sia impossibile costruire un futuro con basi solide senza la consapevolezza del passato. D’altronde è a questo che serve la storia, a non dimenticare, e noi non vogliamo farlo.

La responsabile della comunicazione Gd

Anna Paradiso


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25 gennaio, 2013

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