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Economia - La Cna diffonde i dati di Movimprese relativi alla Tuscia

“Nel 2012 chiuse 861 imprese artigiane”

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Angelo Pieri e Luigia Melaragni

Riceviamo e pubblichiamo – L’artigianato non ce la fa. Lo certificano anche i dati di Movimprese sulla natalità e mortalità delle imprese del comparto nel 2012.

Nella Tuscia, a fronte delle 636 aziende nate, 861 hanno chiuso i battenti, cosicché si è registrato un saldo negativo di 225 unità.

I numeri peggiori arrivano dalle costruzioni (- 149) e da alcuni settori della produzione ( – 20 nel settore del legno).

“E’ la conferma di un quadro che denunciamo da tempo: l’economia è bloccata -affermano Angelo Pieri e Luigia Melaragni, rispettivamente presidente e segretaria della Cna Associazione di Viterbo e Civitavecchia-. Se prendiamo in esame il periodo 2007 -2012, non è la prima volta che nella provincia di Viterbo l’artigianato chiude in rosso. Le uscite sono state superiori agli ingressi anche nel 2008 e nel 2009.

E nei due anni successivi il saldo è stato sì positivo, ma di sole 55 unità nel 2010 e di 27 nel 2011. Valori certamente non entusiasmanti. Con il risultato di un ridimensionamento del numero delle imprese artigiane. Siamo passati, infatti, dalle 8.465 registrate nel 2007 alle 8.142 di oggi”.

La stato di sofferenza dell’artigianato unisce, purtroppo, la Tuscia al resto del Lazio. A livello regionale, mai era apparso, dal dopoguerra, il segno meno.

Nel 2012, invece, le cessazioni sono state 8.823, il 15 per cento in più rispetto al 2011.

“Serve un segnale forte. O l’impresa legata al territorio viene messa al centro dell’azione politica e se ne sostiene la competitività, liberandola dall’oppressione del fisco e della burocrazia e investendo sull’innovazione dei settori strategici, o siamo condannati al declino.

La Cna -sottolineano Pieri e Melaragni- parteciperà alla giornata di mobilitazione nazionale promossa da Rete Imprese Italia e, a poco più di un anno dalla manifestazione regionale ‘Le voci della crisi’, lunedì prossimo, 28 gennaio, tornerà in piazza, a Roma, proprio per chiedere l’attenzione delle forze che si sfidano per governare il Paese e la Regione e proporre gli interventi non più rinviabili per rimettere in moto l’economia.

Le imprese, come recita lo slogan della giornata, non faranno sconti. Non possono permetterselo”.

Cna Viterbo


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25 gennaio, 2013

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