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Economia - L'ex assessore Giovanni Bartoletti commenta l'esclusione di Viterbo dal piano nazionale degli scali e mette sotto accusa tutti i parlamentari della Tuscia

Stop all’aeroporto, colpa anche di Fioroni e Laura Allegrini

di Francesca Buzzi
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L'ex assessore all'Aeroporto Giovanni Bartoletti

L'ex assessore all'Aeroporto Giovanni Bartoletti

– “Aeroporto, i parlamentari viterbesi non hanno mosso un dito”.

Giovanni Bartoletti, ex assessore all’Aeroporto del comune di Viterbo, critica duramente l’esclusione di Viterbo dal piano nazionale degli aeroporti che è stato ufficializzato ieri e punta il dito contro i parlamentari viterbesi per la mancata riuscita del progetto.

Perché secondo lei il progetto dello scalo viterbese che era già avviato da tempo è stato bloccato dal governo Monti?
“Perché questo governo tecnico ha distrutto proprio tutto – dice amareggiato Bartoletti -. Ha distrutto le tasche degli italiani, i sogni di un intero paese e ora anche l’aeroporto di Viterbo che era un progetto serio, ben strutturato, che poteva soltanto portare vantaggi. Non solo alla nostra città, ma all’Italia intera”.

Eppure fin da subito, dopo un iniziale entusiasmo generale, alcuni esperti cominciarono a mostrarsi scettici. Non è così?
“Non mi pare sia proprio così – ricorda Bartoletti -. Al di là dei disfattisti che ci sono sempre, non dimentichiamoci che questo progetto era stato approvato sia da un ministro di centrosinistra, Bianchi, che da un ministro di centrodestra, Matteoli. Per di più ci troviamo di fronte forse a una delle pochissime situazioni che capitano in politica nella quale prima di proseguire con i progetti si è ascoltato attentamente il parere di un pool di tecnici del settore e anche questi si erano pronunciati in maniera positiva”.

Eppure gli anni passavano e nulla si è mai veramente mosso. Perché?
“La progettazione era sicuramente lunga ma una strada era già stata tracciata. L’Enac era d’accordo, gli esperti del settore pure. Certo forse serviva qualche spinta in più da parte dei politici del nostro territorio…”.

Quindi la politica ha le sue colpe? E lei che era proprio l’assessore all’Aeroporto?
“Io ho fatto il possibile – assicura -. Di più non avrei davvero potuto. La colpa semmai è dei parlamentari viterbesi. Una colpa a dir poco immensa. Giuseppe Fioroni e Laura Allegrini, ad esempio, non hanno mai mosso un dito. E Rodolfo Gigli? Ugo Sposetti, forse, ha fatto qualcosa, ma sicuramente troppo poco. L’unico che ci teneva e che ha provato a battersi è stato Giulio Marini, ma anche lui, alla fine non è riuscito a fare molto. Io come assessore potevo al massimo lanciare qualche assist, ma se i parlamentari non hanno saputo coglierli non è certo colpa mia”.

A Viterbo comunque mancano i collegamenti, le infrastrutture. Anche Ryanair fin da subito disse di non avere alcuna intenzione di lavorare qui. Magari il governo ha considerato questi aspetti per decidere…
“Non è affatto vero che Viterbo aveva tutti questi problemi insormontabili altrimenti credo che tutti gli esperti che hanno dato l’ok non lo avrebbero fatto. Magari Monti e il ministro Passera, in particolare, hanno colto l’occasione per fare quello che volevano fare già diversi anni fa quando scoppiò la crisi in Alitalia…”.

Ovvero? Si spieghi.
“Quando Alitalia, la nostra compagnia aerea di bandiera, era sull’orlo del precipizio, Passera si oppose al tentativo strenuo di salvataggio che portò invece avanti Silvio Berlusconi – ricorda Bartoletti -. Passera, infatti, avrebbe preferito venderla all’estero, ai francesi, la stessa cosa che stanno tentando di fare anche con Finmeccanica. Ora, tornando all’aeroporto di Viterbo, è chiaro che evitare di fare lo scalo nella Tuscia e quindi catapultare tutti i voli di Ryanair a Fiumicino sarà un’altra occasione per dare il colpo di grazia ad Alitalia. Solo a Roma Ryanair ha un giro di passeggeri di circa 5 milioni all’anno. Alitalia ne ha 7 milioni in tutto il paese. Quindi se Ryanair sbarca a Fiumicino, Alitalia è fuori dai giochi, distrutta”.

A questo punto crede che ci sia una strada, in futuro, per tornare a parlare dell’aeroporto di Viterbo o è tutto finito?
“Spero e credo proprio di sì – afferma fiducioso Bartoletti -. Questo governo tecnico che ha distrutto l’Italia e le speranze di tutti per fortuna sta per togliere il disturbo e di sicuro non vincerà le prossime elezioni. Chi verrà dopo di loro saprà cosa fare potendo basarsi già su molti pareri positivi trasversali e su un programma già in parte tracciato. Non è possibile che gli ultimi arrivati distruggano tutto così con una gestione della cosa pubblica totalmente scandalosa”.

Lei che ci crede ancora molto cosa farà di concreto per l’aeroporto?
“Io attualmente sono capolista al senato su Lazio2 con il Mir e posso assicurare che Giampiero Samorì tiene ben presente l’aeroporto di Viterbo. Del resto è l’unico candidato che ha un vero e proprio piano industriale per il rilancio dell’Italia e lo scalo viterbese è tra le sue assolute priorità. Io, al suo fianco, farò certamente il possibile perché è un sogno nel quale ho sempre creduto”.

Francesca Buzzi


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30 gennaio, 2013

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