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Cronaca - Il portavoce dei talebani: "Colpa dell'America che non è riuscita a portare ordine nello scalo"

Caos all’aeroporto di Kabul, altri sette morti nella calca

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Kabul – Caos all’aeroporto di Kabul, altre sette persone sono morte nella calca mentre cercavano di avvicinarsi alla scalo per trovare disperatamente un volo con cui lasciare il paese.


Afghanistan - La ressa all'aeroporto di Kabul

Afghanistan – La ressa all’aeroporto di Kabul


Lo riporta Sky News, che cita un comunicato diramato questa mattina dal ministero della difesa britannico. “Le condizioni sul campo rimangono estremamente impegnative – si legge nella dichiarazione -, ma stiamo facendo tutto il possibile per gestire la situazione nel modo più sicuro e protetto possibile. I nostri pensieri sinceri sono con le famiglie dei sette civili afgani che sono purtroppo morti tra la folla a Kabul”.

La situazione allo scalo di Kabul rimane dunque drammatica, con migliaia di civili che vi si accalcano nel disperato tentativo di trovare un aereo che li porti via dai talebani. Secondo diversi media locali, inoltre, sempre più bambini si stanno smarrendo nel caos dell’aeroporto, perdendo i contatti con i propri genitori. Dall’Onu arriva poi l’allarme che l’Afghanistan affronterà una “catastrofe assoluta” fatta di fame diffusa, collasso economico e sfollamenti interni a meno che non venga concordato uno sforza umanitario immediato.

Un funzionario talebano ha accusato gli Stati Uniti, che controllano l’aeroporto, per quello che sta succedendo al suo interno. “L’America, con tutta la sua potenza e le sue strutture, non è riuscita a portare ordine all’aeroporto – ha affermato -. C’è pace e calma in tutto il paese, ma c’è caos solo all’aeroporto di Kabul”. 



Continua nel frattempo l’offensiva degli insorti, che controllano ormai la quasi totalità dell’Afghanistan. Le truppe talebane si sono infatti dirette verso la valle del Panshir, ultima roccaforte della resistenza, nel nord del paese. A guidare la resistenza è Ahmad Massoud, figlio del leggendario Ahmad Shah Massud, meglio noto con l’appellativo di “Leone del Panshir”, che negli anni Novanta ha combattuto contro i talebani. Ne dà notizia il filosofo francese Bernard-Henri Lévy con un tweet: “Ho appena parlato al telefono con Ahmad Massoud. Mi ha detto: “Sono il figlio di Ahmad Shah Massoud, la resa non fa parte del mio vocabolario”. Questo è l’inizio. La resistenza è appena iniziata”.


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22 agosto, 2021

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