![]() Cristiano Minniti |
– “E’ inopportuno presentare una mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore Ranucci, è il sindaco Mazzola che va sfiduciato”.
Questo il commento del consigliere comunale del Polo di Centrodestra Cristiano Minniti, che non ha sottoscritto la mozione di sfiducia presentata dall’opposizione contro l’assessore Ranucci, ideatore delle contestatissime aree pedonali nel centro storico tarquiniese.
“L’attuale sistema elettorale – prosegue Minniti – incentra infatti tutta la responsabilità dell’azione amministrativa e politica sulla figura del sindaco, ed è solo a questi che compete la nomina e la revoca dei propri assessori. Non ha quindi senso che le forze di opposizione decidano la rimozione di un assessore o la ripartizione delle deleghe.
Il sindaco ha scelto i propri assessori e con essi la linea politica e amministrativa, e il sindaco deve assumersi le proprie responsabilità: la mozione di sfiducia va indirizzata al sindaco, e con lui a tutta l’amministrazione comunale.
D’altro canto – sostiene Minniti – fin dall’inizio abbiamo cercato di costruire una opposizione costruttiva e collaborativa, ma da parte di questa amministrazione di centro sinistra non sono mai arrivati segnali di buona volontà: lo dimostrano da ultimo le decisioni prese sulla viabilità del centro storico, imposte alla città senza alcuna concertazione, ma non solo questo.
L’amministrazione guidata da Mauro Mazzola si è sempre sottratta al dialogo su tutte le tematiche più importanti, e in special modo per quanto riguarda i temi dello sviluppo, dell’urbanistica, e del lavoro, temi sui quali abbiamo dato la più ampia disponibilità a collaborare, e sui quali abbiamo osservato fino ad ora il più totale silenzio.
Nel momento di gravissima crisi economica che ci troviamo ad attraversare – dice il consigliere del polo di centrodestra – non può essere questo il modo di amministrare la cosa pubblica, perché è necessaria la partecipazione e la collaborazione da parte di tutte le forze politiche: lo dimostra lo stato di grave sofferenza che stanno attraversando, insieme con tanti altri, i commercianti del centro storico, ulteriormente avviliti in questi giorni da uno scenario di chiusura calato dall’alto.
Se il sindaco non vuole fare propri questi concetti – conclude Minniti – non rimane che la strada della sfiducia, che ripeto è riduttivo limitare ad un solo assessore, ma è essenziale dirigere al primo cittadino, perché è impensabile pensare che non sia lui il regista delle politiche del Comune”.
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