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Auckland - L'uomo era sotto sorveglianza speciale per le sue idee estremiste e le simpatie per l'Isis

Attacco terroristico in Nuova Zelanda, un uomo accoltella sei persone in un supermercato

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Auckland – Ha accoltellato sei persone in un supermercato in un sobborgo di Auckland, in Nuova Zelanda, poi è stato ucciso dalla polizia. Per il governo neozelandese si è trattato di terrorismo.


La polizia neozelandese

La polizia neozelandese


La drammatica vicenda è avvenuta nel pomeriggio di ieri. A quanto si apprende dalla stampa locale, l’uomo, un cittadino 32enne srilankese arrivato in Nuova Zelanda nel 2011, ha preso il coltello direttamente dentro il supermercato e lo ha utilizzato per colpire diversi clienti. L’aggressore è stato poi ucciso dalla polizia a colpi di arma da fuoco circa un minuti dopo l’inizio dell’attacco. Sono in tutto sei le persone coinvolte nell’aggressione. Sono state tutte trasportate in ospedale, ma tre di queste sarebbero in gravi condizioni.

Poche ore dopo, la prima ministra neozelandese Jacinda Ardern ha affermato in conferenza stampa che si è trattato di un attacco terroristico. “Questo è stato un attacco violento contro innocenti neozelandesi, è stato insensato – ha dichiarato Ardern -. È stato commesso da un individuo che era una minaccia nota”. L’autore dell’attentato era infatti sotto sorveglianza speciale perché simpatizzante dell’Isis. Il 32enne era infatti finito nel radar delle forze dell’ordine per aver acquistato due volte grandi coltelli da caccia e per aver posseduto materiale e video che inneggiavano allo Stato Islamico e ne mostravano le violenze.

Questo il motivo per cui l’attentatore era controllato dalla polizia, inclusa una squadra di tattica armata, e dalle agenzie di sicurezza nazionale. Anche il giorno dell’attacco, il 32 era stato seguito e sorvegliato da vicino mentre si dirigeva al supermercato. “Abbiamo utilizzato ogni potere legale e di sorveglianza a nostra disposizione per proteggere le persone da questo individuo”, ha detto la premier Ardern in conferenza stampa.

“L’attacco – ha continuato Arderd – è stato compiuto da un individuo. Non da una fede, non da una cultura, non da un’etnia, ma da un individuo che era attanagliato da un’ideologia che qui non è sostenuta da nessuno”.


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3 settembre, 2021

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