Riceviamo e pubblichiamo – Ieri è andato in onda su Rai 3 nel programma Le Falde del Kilimangiaro un servizio su Viterbo, o meglio su come visitare la città di Viterbo spendendo 10 euro.
Premesso che qualsiasi promozione della nostra città sia gradita, e apprezzando l’intraprendenza di alcuni personaggi cittadini, che se non fossero autoreferenziali sarebbero una grande risorsa per la collettività, sarebbe importante promuovere Viterbo nella sua interezza, rappresentando al meglio ai possibili turisti l’immenso patrimonio storico e culturale e le peculiarità del nostro territorio, non sponsorizzando quasi esclusivamente un’attività commerciale.
Inviterei i giovani della compagnia teatrale che hanno rappresentato Viterbo, o meglio una parte di essa, a riflettere sull’immagine data e sul sevizio reso. Non si può glissare sul Palazzo dei Papi, dunque sul simbolo e sulla storia della nostra città dicendo che il biglietto della visita è troppo caro per il loro budget e poi decidere di spendere l’equivalente per visitare 20 mt di sotterranei ed acquisatre un coccetto dozzinale, trascurando completamente ad esempio i tanti laboratori artigiani del quartiere medioevale. O meglio si può, ma mi auguro con tutto il cuore che i turisti siano più oculati di loro nella scelta! Non si può non fare menzione della cultura etrusca, di Santa Rosa, del Museo del Sodalizio, del Museo Nazionale Etrusco Rocca Albornoz, del Museo della Ceramica, non entrare nel Duomo, non menzionare i prodotti tipici che si mangiano e si bevono.
Se si dovesse obiettare menzionando i tempi televisivi, inviterei a guardare i servizi dedicati alle altre città, dai quali emerge una panoramica completa delle sue peculiarità e delle sue caratteristiche. Sarebbe stato bello avvertire tutte le attività del centro storico delle riprese del programma, onde evitare di vedere dal filmato il deserto dei Tartari, e mostrando le peculiarità dell’artigianato locale ad esempio, dal legno alla ceramica. Rappresenterebbe davvero un bene immenso per tutti cominciare a lavorare insieme per un obiettivo comune e non farsi le scarpe l’un altro o sfruttare le proprie conoscenze per esaltare il proprio lavoro e trascurare, quando non denigrare, quello degli altri.
Irene Temperini
Presidente Pro loco Viterbo
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