![]() Ponte Camillario |
Riceviamo e pubblichiamo – Il territorio della città di Viterbo è fra i più ricchi siti storico-archeologici della nostra regione, noto per le sue bellissime, chiese, piazze e fontane, e per le bellezze naturali che lo incorniciano.
Ma purtroppo in troppi non sanno che a due passi dai siti termali sorge il più antico insediamento storico della nostra città, un’opera realizzata in epoca romana che permetteva alla Via Cassia di attraversare il Fosso Urcionio, e che dopo oltre 2000 anni di sopravvivenza, oggi vede, con estrema vergogna, la sua imminente fine.
Da troppo tempo ormai è entrato con disonore a far parte dei siti storici abbandonati a sé stessi, fagocitati tra le bellezze naturali e selvatiche del nostro territorio, che attendono semplicemente qualcuno che se ne prenda cura. Moltissimi i turisti che, spinti dalle pagine delle guide turistiche internazionali, lo cercano invano, girando e rigirando per le strette stradine che conducono al ponte, ma purtroppo le canne e la folta vegetazione, hanno ormai inevitabilmente inghiottito tutta la sua maestosità oscurandone completamente la visione ai passanti.
Ma il pericolo maggiore, deriva certamente dalla sorta di micro stagno venutosi a creare intorno alla costruzione stessa, che in pochissimo tempo minerà le fondamenta e porterà a crollo certo la non più giovane costruzione. La stessa sorte di ponte Camillario purtroppo colpisce anche l’ormai scomparsa Via Francigena, nessuna indicazione, nessun riferimento viene offerto a quanti la cerchino, ignorando incomprensibilmente la valenza storica del sito.
La strada Francigena, mi preme ricordare, passa a soli due chilometri dal centro di Viterbo e rappresenta una delle testimonianze più significative delle vie di comunicazione europea in epoca medioevale, è meta tutt’ora e per fortuna, di lunghi pellegrinaggi e visite di tantissimi turisti, che però, pur trovando ottimi riferimenti ed indicazioni sui libri storici, giunti poi sul posto, si trovano di fronte, una strada lasciata all’incuranza e alla natura selvaggia.
Molti non sanno che su questo percorso inoltre, un cancello vieta la prosecuzione in direzione dell’abbandonata tomba di San Valentino altro importante reperto storico.Questo è solo un piccolo scorcio del quadro tristissimo della situazione che si prospetta ai tantissimi turisti che ogni giorno vengono alla ricerca di questi luoghi (tanto importanti per il resto del mondo, quanto inutili e ingombranti per la nostra città) aiutati solo dagli abitanti delle case limitrofe che giornalmente cercano di guidarli poter continuare il loro perscorso culturale.
Si fa un gran parlare in questa scolorita e lisa campagna elettorale, di rinascita turistica di sbocchi di lavoro, bene cominciamo a dare un solido esempio, occupiamoci subito delle nostre meraviglie artistiche che cadono in pezzi e di ciò che oltre ad essere una fonte enorme di guadagno per il territorio, non richiede neppure molti investimenti.
Isabella Grossi
Coordinatrice provinciale Fiamma Rosa
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